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	<title>Dicembre 2025 | A very normal guy</title>
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	<title>Dicembre 2025 | A very normal guy</title>
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		<title>IL GIOCO DEI SIGNIFICATI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 16:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[Aspetta la neve, e sali in montagna.Aspetta la neve, e solo allora, sali in montagna. Nun ce pensà alle scarpe che si infracicano.Nun ce pensà. Aspetta la neve, e mentre guardi la montagna dal cavalcavia, pensa: &#8220;che ci mangiamo stasera?&#8221;Roba semplice. Non strafare, che poi chissà come vanno a finire ste cose.Facile. Acchitta un aperitivino, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aspetta la neve, e sali in montagna.<br>Aspetta la neve, e solo allora, sali in montagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nun ce pensà alle scarpe che si infracicano.<br>Nun ce pensà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetta la neve, e mentre guardi la montagna dal cavalcavia, pensa: &#8220;che ci mangiamo stasera?&#8221;<br>Roba semplice. Non strafare, che poi chissà come vanno a finire ste cose.<br>Facile. <br>Acchitta un aperitivino, due crostini, un piatto e il dolce.<br>Una bella bottiglia che fa sempre, e dico semprissimo, bene. <br>E al gran finale ci penseranno le luci soffuse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così: acciughine al verde, tomini e pane.<br>Agnolotti fatti in casa.<br>Boccia di <a href="https://www.callmewine.com/semplicemente-vino-rosso-cascina-degli-ulivi-bellotti-2024-P63551.htm?tw_source=google&amp;tw_adid=&amp;tw_campaign=21666650543&amp;tw_kwdid=&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=21666692309&amp;gbraid=0AAAAADtQTsVI4IuAp4Q4t9F_gYETrfMvC&amp;gclid=Cj0KCQiA6Y7KBhCkARIsAOxhqtPzGS4LnbUqWZ_Mtl5KMdgrYl8e-oyQp0V-RuLir7Z6w4GjlbMY3_IaAmVJEALw_wcB" data-type="link" data-id="https://www.callmewine.com/semplicemente-vino-rosso-cascina-degli-ulivi-bellotti-2024-P63551.htm?tw_source=google&amp;tw_adid=&amp;tw_campaign=21666650543&amp;tw_kwdid=&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=21666692309&amp;gbraid=0AAAAADtQTsVI4IuAp4Q4t9F_gYETrfMvC&amp;gclid=Cj0KCQiA6Y7KBhCkARIsAOxhqtPzGS4LnbUqWZ_Mtl5KMdgrYl8e-oyQp0V-RuLir7Z6w4GjlbMY3_IaAmVJEALw_wcB" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Semplicemente Vino di Cascina degli Ulivi.</a> <br>Dolce, delegato all&#8217;artefice di questa minuscola <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fuitina#:~:text=La%20fuitina%2C%20regionalismo%20estratto%20dal,atto%20sessuale%20completo%2C%20in%20modo" data-type="link" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Fuitina#:~:text=La%20fuitina%2C%20regionalismo%20estratto%20dal,atto%20sessuale%20completo%2C%20in%20modo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fuitina.</a> </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello zaino mettici pure il kit per l&#8217;evasione sensoriale 🍄, un abbondante set di abbracci, traboccante fantasia, e l&#8217;elogio dei silenzi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto parti.<br>Datti appuntamento ad un&#8217;ora sommaria e lascia che sia il treno il punto d&#8217;intersezione delle vostre rette.<br>Seduti uno di fronte all&#8217;altro, discutete animatamente su come due mondi possano toccarsi senza però invadersi. Di come l&#8217;egoismo sia contraddittorio nel suo essere sistemico. Discutete delle responsabilità, individuali e collettive, e poi, quando improvvisamente dopo una galleria, dal finestrino compare la neve, fatela finita. E statevene in silenzio a dire quanto è importante, ancora una volta, meravigliarsi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A casa fate il calduccio.<br>Il calduccio si fa con i divani, le poltrone, le coperte, le coccole, la musica lenta, la finestra sugli alberi, il tappeto, il legno. <br>Fatto il calduccio, lasciatevi trasportare dalle psichedeliche visioni.<br>Ci vorrà del tempo.<br>E quel tempo trasformatelo in istante.<br>Sarà la neve a scandirlo. Mentre le lancette si sciolgono al sole della monotonia.<br>Godetevi quel pizzico di paura che vi ha impedito di andare oltre.<br>E che vi ha concesso una lunga passeggiata azzurra neve e bianca cielo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, con lo stomaco mezzo pieno, e i passi stanchi, rientrate per giocare al <em>gioco dei significati.</em><br>Svestite la realtà dai significati con i quali si è cicatrizzata ormai la pelle.<br>Alternate il sublime al vorace, il peccato all&#8217;amore, lo scherzo all&#8217;agonia delle profondità.<br>Rompete con la mente gli schemi, e con i fatti le azioni.<br>Giocate al <em>gioco dei significati</em> anche quando avete paura, perché è proprio lì che rattrappiscono le essenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E dopo aver assaggiato un po&#8217; del vostro amore, fate della tavola l&#8217;ennesimo scenario di quest&#8217;esodo dal reale. <br>Il vino non sarà più solo vino.<br>Il pane non sarà più solo pane. <br>L&#8217;augurarsi buon appettito non sarà più solo educazione.<br>Tutto inizierà a ruotare vorticosamente attorno al <em>micromondo</em> di fantasie che da ore fioriscono nella stanza.<br>A quel punto sarà già troppo tardi.<br>E il momento più significativo dell&#8217;anno sarà di nuovo lì, di fronte a voi, come in una fotografia sgualcita nel portafoglio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mezzanotte arriverà troppo presto.<br>Così come i 30 anni.<br>&#8220;Insomma, che ne è stato di questi 20?&#8221;, ti chiederà lui, naturalmente curioso.<br>E tu non potrai evitare di sorridere mentre ripenserai al cortometraggio della tua vita.<br>Certo che non potrai.<br>Troppa la gratitudine, e troppo lo spavento nel voltarsi indietro.<br>Un sorriso che è riconoscenza ed esorcizzazione.<br>&#8220;È stato il decennio delle Ceres e dei Camparini&#8221;, gli dirai con gli occhi lucidi. <br>&#8220;Delle Ceres e dei Camparini&#8221;, sottolineerai emozionato, &#8220;il decennio dei bar, dei tavolini, della socialità. Il decennio dell&#8217;evasione, degli eccessi, degli aperitivi come fuga dal mondo. Ferma tutto. Siediti. E bevi. Non c&#8217;è niente da correre. Il decennio delle Ceres e dei Camparini come prolungamento dello stare insieme: come quando sei stato in gita con gli amici e al ritorno, prima di rientrare a casa, proponevi sempre l&#8217;ultimo bicchiere; così, per estendere il tempo. Il decennio delle Ceres e dei Camparini come ponte, zona franca per intavolare nuove inebrianti conoscenze.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto avrai già soffiato le candeline.<br>Il dolcino lo portava lui. Così come la voglia empatica di celebrare un momento importante.<br>&#8220;Grazie&#8221;, gli dirai nella calda morsa di un abbraccio.<br>&#8220;Auguri Ja&#8221;, nella bellezza della sua semplicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La neve avrà cessato di cadere.<br>I corpi di vibrare.<br>I fumi di inebriare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per la prima volta, sarà notte, una notte stracolma di stelle.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stati questi i miei vent&#8217;anni: un susseguirsi incessante di racconti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br></p>
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		<title>CREPO IL SILENZIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 19:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorno meno 2 senza caffeina. Crepo il silenzio con la lama affilata del ghigno. Ghigno: risata abbozzata. Smorzata. Orfana della pancia. Strozzata tra la gola e le narici, nasce come sbuffo e muore come sibilo. Il ghigno è il pensiero manifesto. È l&#8217;incontinenza di una perversione. Il ghigno è l&#8217;ammissione di colpevolezza di un reato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Giorno meno 2 senza caffeina</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crepo il silenzio con la lama affilata del ghigno.<br><br><em>Ghigno: risata abbozzata. Smorzata. Orfana della pancia. Strozzata tra la gola e le narici, nasce come sbuffo e muore come sibilo. Il ghigno è il pensiero manifesto. È l&#8217;incontinenza di una perversione. Il ghigno è l&#8217;ammissione di colpevolezza di un reato commesso nel solo spazio dell&#8217;immaginifico. È il serial killer che lascia di proposito il dettaglio di una prova che lo incastra.</em> <em>Colui, o colei, che ghigna ama che gli vengano fatte domande, dalle quali poi, tenta di divincolarsi con falsa disinvoltura.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Crepo il silenzio con la lama affilata del ghigno.<br>Ghigno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innesco una spasmodica reazione: il mio interlocutore si desta dal suo <em>mini_mondo</em> <em>fanta_creato</em> dal connubio tra cannabis e pensieri intrusivi. Il flusso è ormai diga, morto e sepolto dallo sbuffo: omicida di silenzio. Il ghigno uccide e la morte, si sa, cinica com&#8217;è, non concede diritto di replica. Il silenzio non esiste più, e se esiste sarà nuovo e diverso da quello precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tu quoque, Brute, fili mi</em>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il silenzio ormai crepato, evapora tra i fumi confusi dei Pink Floyd.<br>Cazzo. <br>Cazzo. Come si chiama quel pezzo?! <br>Aaaaah<br>È di <a href="https://open.spotify.com/intl-it/album/4LH4d3cOWNNsVw41Gqt2kv?si=xy1z4pilReO9I-IzjP3Ktw" data-type="link" data-id="https://open.spotify.com/intl-it/album/4LH4d3cOWNNsVw41Gqt2kv?si=xy1z4pilReO9I-IzjP3Ktw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Dark Side of the Moon,</a> sicuro!<br>Aaaaa memoria del cazzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho deciso che inizierò a prendermi cura della mia memoria. <br>L&#8217;ho deciso a pranzo dai miei, un paio di settimane fa con mia mamma che, seduta di fronte a me, stentava a ricordarsi qualcosa, mia sorella di fianco che lamentava una scarsa capacità mnemonica, mia nonna ormai colpita da demenza senile, e io, che da anni gioco la parte del <em>&#8220;rimasto&#8221;</em>, ma che per la prima volta ho messo insieme i pezzi: <em>e se fosse congenita?</em> <em>Se ci fosse una bastarda predisposizione alla dimenticanza?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci sto. <br>Anzi prima mi spavento.<br>Poi mi preoccupo.<br>Poi reagisco.<br>Non ci sto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia memoria è pessima, scarsa, assente, ma nulla mi vieta di allenarla. <br>Meno zanchette, Jacopo.<br>Più noci.<br>Meno telefono, Jacopo.<br>Più immagini visive all&#8217;interno delle quali incastrare nozioni base, come vie, nomi e canzoni.<br>Meno autocommiserazione, Jacopo.<br>Più disciplina, interiore e spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Farò <em>microdosing </em>di <a href="https://www.instagram.com/fun_gaia_/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/fun_gaia_/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lion&#8217;s mane,</a> mi dico. E lo dico ad Afrodite che, amazzone, verrà in guerra con me.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto prolungo l&#8217;astinenza dalla caffeina.<br>Arrivo al <em>giorno 6 senza caffeina,</em> senza né sforzi né fatiche. <br>&#8220;Ma perché?&#8221;, mi fa mia sorella, ormai abituata ai capricci attraverso i quali mi illudo di poter elevare la mia anima.<br>&#8220;Perchè devo tenermi sotto controllo&#8221;, rifiutando lo strudel di mele comprato da babbo in panetteria, &#8220;oggi niente alcol, niente caffè, niente zuccheri&#8230; sennò qua&#8230;&#8221;<br>&#8220;Niente droghe&#8221;, babbo, inaspettatamente babbo.<br>&#8220;Ma smettila&#8221;, la mamon, chissà forse <em>maternamente preoccupata.</em><br>Sorrido come chi sa di essere stato beccato con le mani nella marmellata: &#8220;no no, devo, altrimenti mi faccio prendere dalle cose. Ho bisogno, ogni tanto, di tirare le briglie. Ieri mi sono mangiato due fette di torta, l&#8217;altro giorno un gelato&#8230; poi bevo, fumo (nessun cenno alle droghe, credo)&#8230; insomma cose ne faccio. Ci sono dei momenti durante i quali la testa deve prendere il controllo e dire <em>&#8220;hey man, calm down!&#8221;.</em><br>Soffia mia sorella, e non ghigna: &#8220;sì, ma perché il caffè?&#8221;<br>&#8220;Perché la mia è una dipendenza psicologica, è un legame contestuale. Bevo il caffè o prima di studiare o prima di fare sport, e così cosa succede? Che il mio corpo lo impara, e senza caffeina non si concentra più o non mi dà più energie. È questo che voglio evitare: di rendere il mio corpo dipendente da un intruglio contestuale. Proprio come il bere quando esco con gli amici, o il fumare dopo il sesso&#8230; tutte ripetizioni meccaniche di dinamiche tossiche.&#8221;<br>&#8220;Bah&#8221;, mia sorella.<br>&#8220;Bah&#8221;, babbo.<br>&#8220;Bah&#8221;, la mamon.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adoro la rassegnata approvazione della mia famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi alzo da tavola convinto di aver preso l&#8217;ennesima discutibile decisione. E ripensando al ghigno, mi ritrovo <a href="https://averynormalguy.com/2025/12/07/giorno-1-senza-caffeina/" data-type="link" data-id="https://averynormalguy.com/2025/12/07/giorno-1-senza-caffeina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nella solita caffetteria</a> a sorseggiare orzo filtrato: dopo l&#8217;ultimo, legnoso sorso, il numero 17. La caffeomanzia dice che il numero che compare indica fra quanti giorni succederà qualcosa di importante&#8230; Se la mia memoria non mi tradirà, il 28 dicembre avrà gli occhi puntati addosso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">CON LA LAMA AFFILATA DEL GHIGNO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Crepo il silenzio con la lama affilata del ghigno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Che?&#8221;, mi fa A. ormai abituato ad un certo intercalare.<br>Un tempo teatrale, di attesa.<br>Un altro, di discomfort.<br>Poi esordisco: &#8220;ci pensi che tutto questo è dovuto agli elettroni? Ai minuscoli elettroni!&#8221;<br>A. guarda la mia mano coricarsi piena sul suo petto.<br>&#8220;Il solo contatto tra gli elettroni della mia mano e quelli del tuo petto genera energia. E questa energia, che ha una sua frequenza, si muove lungo tutte le cellule del braccio, della spalla, fino all&#8217;ipotalamo. Lì, si traduce, chissà perché in ossitocina. La frequenza che si crea tra i nostri atomi viene letta dal mio sistema endocrino come ossitocina, o dopamina, o chissà&#8230; comunque in qualcosa di positivo.&#8221;<br>A. fa del proprio petto una cassa di risonanza.<br>Io, della mia mano, un microfono pronto a captare le frequenze dei nostri elettroni.<br>&#8220;Io e te non contiamo un cazzo in tutto questo.&#8221; condanno in via definitiva l&#8217;epoca dell&#8217;ego.</p>
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		<title>GIORNO 1 SENZA CAFFEINA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 10:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorno 1 senza caffeina.Scrivo dal mio solito tavolino di ORSO &#8211; Laboratorio Caffè.So benissimo come mettermi in difficoltà. Ordino un orzo + americano.Al momento dell&#8217;ordinazione non sapevo ancora che sarebbe stato il Giorno 1 senza caffeina.&#8220;Orzo + americano?&#8221;, mi fa, l&#8217;avrei scoperto poi affabile, cameriere.&#8220;Eh boh, sta scritto là: orzo filtrato + americano&#8221;, indicando con [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Giorno 1 senza caffeina.</em><br>Scrivo dal mio solito tavolino di <a href="https://maps.app.goo.gl/c4asosrF1X5kW1Fj9" data-type="link" data-id="https://maps.app.goo.gl/c4asosrF1X5kW1Fj9">ORSO &#8211; Laboratorio Caffè.</a><br>So benissimo come mettermi in difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ordino un orzo + americano.<br>Al momento dell&#8217;ordinazione non sapevo ancora che sarebbe stato il <em>Giorno 1 senza caffeina.</em><br>&#8220;Orzo + americano?&#8221;, mi fa, l&#8217;avrei scoperto poi affabile, cameriere.<br>&#8220;Eh boh, sta scritto là: orzo filtrato + americano&#8221;, indicando con la mano la voce del menù scritta sulla parete.<br>&#8220;Ah certo, scusami. In realtà il + americano si riferisce a tutti coffees&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La versatilità del + americano mi spiazza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;affabile cameriere sferruzza la mia indecisione con dita sapienti: &#8220;Ma tu hai mai provato il nostro orzo? È un orzo un po&#8217; particolare&#8230;&#8221;<br>&#8220;E sia&#8221;, senza troppi indugi.<br>Accendo il computer felice di aver scoperto che oggi sarà il mio <em>Giorno 1 senza caffeina.</em><br>Ma dopo pochi istanti: &#8220;Ho una brutta notizia: l&#8217;orzo è finito&#8221;, mogio mogio Mr. affabile.<br>&#8220;Vuol dire che era buono!&#8221;, festeggio il suo successo.<br>Ride lui.<br>Sorrido io.<br>E finisco col bermi una cioccolata calda all&#8217;acqua: acida, lunga, astringente.<br>La cioccolata più funky che abbia mai provato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessun ORSO è stato malmenato durante la stesura di questa recensione non richiesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A SPROPOSITO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A volte mi chiedo se dovrei iniziare a recensire il cibo.<br>La risposta è: &#8220;di cibo ne sai troppo poco, Jacopo.&#8221;<br>E mi taccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giorno 1 senza caffeina.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ormai avevo finito di scrivere.<br>La cioccolata funky era ormai una tazzina finita in lavastoviglie.<br>E le mie perplessità sulla bontà di questo articolo si facevano elefantiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;affabile cameriere mi si è avvicinato con fare proprio affabile: &#8220;Senti maaaaa&#8230; visto che siamo in chiusura, e abbiamo delle brioches invendute, che ne diresti se te ne regalo una?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Giorno 0 senza zuccheri.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Al diavolo i sensi di colpa di una dieta bilanciata: stanotte è Luna Piena.<br>Torno a casa a piedi, con un cornetto alla marmellata nello zaino. Ormai i piedi hanno sostituito le ruote della bicicletta: è tempo di letargo e la stagione impone lentezza e contemplazione. L&#8217;aria fredda e pungente della neve si incastra negli anfratti lasciati liberi dalle pieghe del giubbotto. In risposta incasso il collo tra le scapole, dando vita ad alterazioni posturali che il mio <em>feed </em>di Instagram spamma come il male assoluto. <em>Ci vorrebbe più calma,</em> penso mentre affondo le dita sulla tastiera.<br>A casa ciondolo tra le 18:35 (troppo presto per cenare), il buio (troppo tardi per andare a correre), un libro (troppo mattone per questo cervello affamato di stimoli rapidi e inconsistenti) e il telefono (troppo hipster per chi si veste da santone).<br>Non voglio bere. <br>Non voglio fumare.<br>Non voglio impelagarmi in storie da ascoltare.<br>Eppure penso a chi potrei scrivere per un fugace aperitivo.<br>Nella mia contraddizione fallisco, ma prendo tempo e, dopo essere giunto all&#8217;epilogo di <a href="https://www.bompiani.it/catalogo/nexus-9788830137998" data-type="link" data-id="https://www.bompiani.it/catalogo/nexus-9788830137998" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nexus</a> (lascio due righe alla fine dell&#8217;articolo, come se fosse il mio quaderno degli appunti: per ricordare, più che per divulgare), divido una melanzana in due, e poi le due metà a cubetti: una parte la friggo, l&#8217;altra va in forno. Se solo Galeno fosse a conoscenza dell&#8217;ereticità della mia cucina, a quale dio rivolgerebbe le sue preghiere? Approfitto del tempo di attesa di tale guazzabuglio per bagnare una padella con della salsa di soia, per poi scaldarci del riso sopra. Ancora ignoro l&#8217;aspetto bellico della mia cena, ma lascio fare all&#8217;intraprendenza dell&#8217;inconscio che, un attimo prima di gettare i cubetti di melanzana impanati nell&#8217;olio, mi indica il freezer: menta! Prendo la menta, la taglio a striscioline e la lascio lì, sul tagliere. <br>Finalmente posso friggere.<br>Così, friggo.<br>Mi aspettavo più rumori. Più bolle. Più pareti gocciolate dall&#8217;olio. <br>Invece niente. Pure l&#8217;olio è incerto su quale profilo essere.<br>Mentre i cubetti si indorano, rubo dal forno l&#8217;altra metà della melanzana: di questo sentore un po&#8217; <em>smoky</em> decido di farne una crema. Aggiungo olio, sale, pepe, menta, tahina e limone. Il mixer cigola un po&#8217;. Altro olio. Ora va meglio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Rinvengo da questo trip di pura e mistificante coscienza.<br>Davanti a me vedo del riso imbrunito dalla salsa di soia.<br>Dei cubetti di melanzana indorati e fritti.<br>Una crema imperfetta che sa un po&#8217; di affumicato.<br><br>Mischio tutto.<br>Senza esitazione. <br><br>Sul piatto aggiungo, kitsch, della scorza di limone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi siedo al tavolo, da solo. <br>Il televisore 22&#8221; trasmette Bologna-Parma di Coppa Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mangio senza troppa fame, ma con fare famelico. <br>Dopo il gol di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=BDznqUisEaA&amp;feature=onebox" data-type="link" data-id="https://www.youtube.com/watch?v=BDznqUisEaA&amp;feature=onebox" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castro,</a> il piatto si svuota, la pancia si riempie e io mi sento di nuovo in colpa: non ho asciugato i cubetti fritti di melanzana nello scottex. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Esco per una passeggiata?,</em> mi chiedo per stimolare la digestione.<br><em>No, finisco il libro e mi giro una zanchetta</em>, risponde il me ancora vittima della scoperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esco sul balcone, e mentre fumo, vedo le nuvole riflettere il bagliore della Luna Piena.<br>La cerco tra i comignoli dei tetti della Torino borghese, ma a separarci ci sono almeno una ventina di metri di cemento. <br>Fumo, ricordando a me stesso di farlo con calma. <br>Non soddisfatto dell&#8217;articolo scritto da ORSO, penso che potrei approfondire il tema della <em>vita adulta.</em><br>Ma la noia, il silenzio, l&#8217;attrazione per l&#8217;altrove mi inchiodano a letto, con il libro da finire e il cellulare in mano. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fa che resista, fa che resista, fa che resista&#8230; </em>sussurro alla Luna.<br>E crollo, dopo aver impostato la sveglia alle 7:25. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La sveglia suonerà fra 9 ore e 2 minuti.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Da Nexus ho imparato che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il collante del mondo sono le realtà intersoggettive. Praticamente tutto è finzione che si tramuta in racconto. Lo era l&#8217;animismo in epoca preistorica, lo era Zeus, Giove o chi per loro in epoca greco-romana, lo era il cristianesimo, l&#8217;Islam e tutte le altre religioni monoteiste belle cazzute, lo era l&#8217;imperialismo, il colonialismo, il comunismo, il nazismo, e oggi lo è il capitalismo. <br>Sono tutti racconti che tengono uniti i pezzi del mondo. </li>



<li>Ogni volta che c&#8217;è stata una rivoluzione dell&#8217;informazione, è cambiato il mondo: dall&#8217;invenzione della scrittura, alla stampa, dalla radio, il telegrafo alle moderne tecnologie di fine anni &#8217;90. E ciascuna rivoluzione è come fosse inciampata nell&#8217;incapacità della gestione del suo potenziale: la scrittura ha dato vita alla schiavitù; la stampa alla caccia alle streghe e alle guerre di religione; la radio all&#8217;imperialismo e al nazismo; le moderne tecnologie&#8230; chissà.</li>



<li>La differenza con l&#8217;IA è che l&#8217;IA non è un&#8217;intelligenza organica, bensì aliena: ossia decide per sè (<em>dal latino alienus, che significa &#8220;appartenente ad altri&#8221; o &#8220;estraneo&#8221;</em>), basandosi su comportamenti umani, dei quali talvolta, noi stessi non siamo a conoscenza. </li>



<li><em>&#8220;mai evocare poteri che non si possono controllare&#8221;</em></li>
</ul>
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		<title>LE REGOLE DELLO STOMACO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 10:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Qual è il sentimento?&#8221;, mi fa Villa, seduto sul tappeto.&#8220;Eh?&#8221;, gli faccio io, morente sul divano.&#8220;Il sentimento, qual è?&#8221;, come se cambiando l&#8217;ordine degli addendi&#8230;&#8220;Sto bene, in quiete.&#8221; distante anni luce dal cuore, &#8220;Ascolto un po&#8217; voi, un po&#8217; loro.&#8221;, indicando con le mani le due coppie ai miei fianchi perdersi tra una traversata oceanica [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Qual è il sentimento?&#8221;, mi fa Villa, seduto sul tappeto.<br>&#8220;Eh?&#8221;, gli faccio io, morente sul divano.<br>&#8220;Il sentimento, qual è?&#8221;, come se cambiando l&#8217;ordine degli addendi&#8230;<br>&#8220;Sto bene, in quiete.&#8221; distante anni luce dal cuore, &#8220;Ascolto un po&#8217; voi, un po&#8217; loro.&#8221;, indicando con le mani le due coppie ai miei fianchi perdersi tra una traversata oceanica in barca a vela e il tripudio dei segnali di una <em>vita adulta.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Villa mi guarda e si intasca quella mia risposta nel silenzio di chi è in grado di assecondare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ascolto il mio corpo.<br>La mia pancia.<br>Il mio <em>gastro.</em><br><br>&#8220;Pienezza. Il sentimento è di pienezza&#8221;, dentro e fuori: nel ventre colmo di bagna càuda, e negli occhi, colmi di amici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">STA SETTIMANA TI CI METTI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Perché parliamo del vino?&#8221;, domando alla classe durante la mia prima lezione di enogastronomia.<br>I loro volti mi guardano in silenzio.<br>&#8220;Perché esiste questa materia: l&#8217;<em>eno</em>gastronomia?&#8221;, batto un ulteriore colpo alla pigrizia dell&#8217;adolescenza.<br>Da dietro i banchi tante perplessità, e quasi nessuna certezza.<br>&#8220;Perché parliamo del vino e non, ad esempio, dell&#8217;acqua?&#8221;, faccio un massaggio cardiaco al corpo privo di segni di vita. <br>Dall&#8217;angolo alla mia destra, Leonardo, con la schiena appoggiata al muro entra in campo: &#8220;per gli abbinamenti cibo-vino.&#8221;<br>&#8220;Mmm&#8230; quella potrebbe essere una conseguenza. Perché il vino è diventato importante a tal punto da prendersi lo spazio di una materia scolastica? Perché ne si studiano gli abbinamenti? Pensate alla storia&#8230;&#8221; e con le mani disegno un globo gigante fluttuare nell&#8217;aria.<br>&#8220;Perché di vini ce n&#8217;è tanti&#8221;, Prince, dal lato diametralmente opposto della classe. <br>&#8220;Vero. Di vini ce n&#8217;è tantissimi. Ma la sua varietà lo ha reso famoso, non importante.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspetto altre frecce scagliate dall&#8217;incosciente fame di sapere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Perché è buono.&#8221;<br>&#8220;Perché siamo in Italia.&#8221;<br>&#8220;Perché muove tanti soldi.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto. Giusto. Giusto.<br>Gli incoraggio a buttarsi.<br>&#8220;Ma come ci siamo arrivati fin qui, oggi, nel 2025, a parlare del vino?&#8221;, prendo una pausa e osservo una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_(Picasso)" data-type="link" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_(Picasso)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guernica</a> di corpi vivere vite immensamente diverse: c&#8217;è chi partecipa e che fa del banco il tavolo su cui imbandire la partita della crescita, chi dorme e lo trasforma in un letto, chi legge e lo fa nascosto dietro allo zaino, chi osserva in silenzio con volto giudicante&#8230; dalla prospettiva del prof. è impossibile annoiarsi. Lo pensavo quando ero studente. Lo credo fortemente ora che sto giocando a cambiare ruolo.<br>&#8220;Insomma, nella storia dell&#8217;umanità, che ruolo ha avuto il vino?&#8221;, vado al cuore della questione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo parlato due ore.<br>Dalla vite al Budda, dallo storytelling alle realtà intersoggettive <em><a href="https://www.ibs.it/nexus-breve-storia-delle-reti-libro-yuval-noah-harari/e/9788830137998?gad_source=1&amp;gad_campaignid=18175224655&amp;gbraid=0AAAAAC9c54Ga2B5mz-p1CNmCFr_9VfoRf&amp;gclid=CjwKCAiAlrXJBhBAEiwA-5pgwlN5TkFI4an4Ce64Ukkt7Rf60OSlEw2HyLjycLwJfO5Bz7yZLOHcuhoCUH8QAvD_BwE" data-type="link" data-id="https://www.ibs.it/nexus-breve-storia-delle-reti-libro-yuval-noah-harari/e/9788830137998?gad_source=1&amp;gad_campaignid=18175224655&amp;gbraid=0AAAAAC9c54Ga2B5mz-p1CNmCFr_9VfoRf&amp;gclid=CjwKCAiAlrXJBhBAEiwA-5pgwlN5TkFI4an4Ce64Ukkt7Rf60OSlEw2HyLjycLwJfO5Bz7yZLOHcuhoCUH8QAvD_BwE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(Harari docet),</a> </em>dai vinaccioli al Mezcal. <br>Tutto collegato dai legami del mondo che fanno di un <em>unicum</em> una parte infinitesimale del tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non lo so fare il professore.<br>Non insegno nulla.<br>Parlo, e faccio parlare.<br>Ho fatto delle slide che non ho ancora mostrato. <br>Abbozzato un programma che ogni qual volta provo ad iniziare, prende un&#8217;altra strada, fatta di parole e collegamenti che funzionano al mio personalissimo modo di osservare il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Sta settimana ti ci metti,</em> mi sono quasi minacciato, dopo aver smarrito la presa sui doveri autoimposti che col tempo, hanno costruito l&#8217;identità della mia persona. <em>Scegli un argomento, studialo, e prepara del materiale</em>, mi impongo con tono che non permette repliche. <em>E poi fai sport. E scrivi per averynormalguy, che ancora non hai pubblicato</em>, rincaro la dose, colpevolizzandomi per avere ceduto alla lussuria della prima settimana del Sagittario. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Certain aspects of you have long been dormant but are about to sprout. Some of your potentials have been waiting for conditions that you haven&#8217;t encountered until recently. Is there anything you can do to encourage these wondrous developments? Be alert for subtle magic that needs just a little nudge.</p>
<cite>Rob Brezsny, <a href="https://freewillastrology.com/horoscopes/sagittarius">www.freewillastrology.com</a> (Sagittarius, Week of November 27th, 2025)</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">22 novembre: un club dai muri londinesi e una <em>lineup</em> facile facile. Ufficialmente 8 del mattino, ufficiosamente tutto il giorno dopo.<br>23 novembre: A.<br>24 novembre: Ufficio.<br>25 novembre: Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne.<br>25 novembre: compleanno di Lorenza.<br>26 novembre: come fosse domenica. <em>Awake and bake,</em> zanchetta appena svegli e giornata a Porta Palazzo.<br>26 novembre: riatterro sul pianeta terra con una consulenza personalizzata sulla p.iva.<br>27 novembre: &#8220;Maurì, bicchierino?&#8221; 4 del mattino, 3 bocce, e Mauro che, sfatto, si ferma a dormire.<br>28 novembre: lezione in hangover. Non si fa Jacopo. Pessimo inizio.<br>28 novembre: vedo una casa da affittare.<br>28 novembre: mangio da A. Dormo da A. Mi sveglio da A.<br>29 novembre: lesso il cavolfiore per la bagna càuda. Preparo il <a href="https://www.tavolartegusto.it/ricetta/banana-bread-ricetta-originale/" data-type="link" data-id="https://www.tavolartegusto.it/ricetta/banana-bread-ricetta-originale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">banana bread</a> per il post bagna càuda. Preparo la marmellata di cachi e mango da abbinare al banana bread post bagna càuda. Preparo e congelo gli agnolotti per Natale con la nonna. Improvviso delle acciughe al verde per la mia feroce fame delle ore 17.<br>29 novembre: compleanno di Cler e maledetto Tiramisù all&#8217;1 di notte.<br>30 novembre: bagna càuda con il team Sale. Scopro che ricotta e bagna mi fa volare. Ne mangio troppa. Muoio sul divano.<br>30 novembre: zanchetta con A., nonostante la puzza d&#8217;aglio. <br>1 dicembre: <em>Sta settimana ti ci metti</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Punto. </p>
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