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	<title>Gennaio 2026 | A very normal guy</title>
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	<title>Gennaio 2026 | A very normal guy</title>
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		<title>SE MI INTUASSI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Se m&#8217;intuassicome tu t&#8217;inmii&#8221; Dante Alighieri, Canto IX, Paradiso Origlio Dante mentre confessa ad uno sparuto pubblico il potere dell&#8217;accoglienza.&#8220;Come definireste la sensazione dell&#8217;essere accolti?&#8221;, chiese loro il sommo poeta, definendo indicibile la risposta a tale domanda. &#8220;Se m&#8217;intuassicome tu t&#8217;inmii&#8221;continua, scomodando gli allora teutonici e il loro einfühlung: il sentire dentro, o meglio il [&#8230;]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Se m&#8217;intuassi<br>come tu t&#8217;inmii&#8221;</p>
<cite>Dante Alighieri, Canto IX, Paradiso</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Origlio Dante mentre confessa ad uno sparuto pubblico il potere dell&#8217;accoglienza.<br>&#8220;Come definireste la sensazione dell&#8217;essere accolti?&#8221;, chiese loro il sommo poeta, definendo <em>indicibile</em> la risposta a tale domanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Se m&#8217;intuassi<br>come tu t&#8217;inmii&#8221;<br>continua, scomodando gli allora teutonici e il loro <em>einfühlung</em>: il sentire dentro, o meglio il sentire <em>da</em> dentro. <br>Lo osservo che si sbraccia, muovendo sovversiva la rossa mantella all&#8217;aria. Si sbraccia nel tentativo di dire col corpo ciò che le parole non sono in grado di esprimere. Non l&#8217;avevo mai visto così: sopraffatto dall&#8217;impotenza del linguaggio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico assorto mostrava, silenzioso, il piacere della scoperta, mentre lui sparigliava tentativi inutili di immedesimazione. Il microfono era ormai un oggetto d&#8217;arredamento, così come le slides impolverate sul telo bianco. Sorde erano le orecchie che ascoltavano e basta, muta la bocca che si limitava alla parola. Le mani, fitte di calli, facevano della presa il loro unico scopo, e gli occhi non andavano oltre lo sguardo. Ad ogni cosa il proprio scopo: il proprio unico, fermo, immutabile scopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Se m&#8217;intuassi <br>come tu i&#8217;inmii&#8221;<br>fu l&#8217;ultima poderosa supplica, prima di sciogliersi sul pavimento del palcoscenico: asciutto e sfatto, tra le vesti del proprio vagare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">CHIUSO PER FERIE</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Conoscersi è impossibile.&#8221;, mi disse un giovane ubriaco mentre gli stavo servendo del vino, e &#8220;conoscersi è impossibile&#8221;, mi ha suggerito la trama di un libro da poco, distrattamente, terminato. È impossibile perché lo dice il <em>tempo.</em> <br>Non io, che faccio del ricordo il mio unico mestiere. <br>Non il giovane ubriaco, intermezzo tra un saggio e un barman.<br>Non il libro, <em>sbratto</em> di un blaterare convulso e privo di aspettativa.<br>Lo dice il tempo, e lo fa con una chiarezza che sfianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscersi è impossibile perché è il risultato di un processo all&#8217;interno del quale vi sono tre momenti, chiari e distinti, che si rincorrono all&#8217;infinito. Mentre scrivo, riconosco in me determinati <em>patterns:</em> uno su tutti? ad esempio la vocazione per la complicanza. Complico fuori misura l&#8217;atto del racconto, perché vuoto è il contenuto, o pieno lo spazio che aleggia dietro il suo compimento. Riconosco così un gesto, e indago, indago al di sopra di ogni ragionevole dubbio, quali siano i genitori di tanta presunzione (se di presunzione si tratta). E se, per grazia, dovessi scoprire che non è Presunzione il nome della figlia, indago ancora, alla ricerca della sorgente di questo fluire storto e fitto di ramificazioni. </p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Il tempo della sconfessione.<br>Nasci vittima, ti scopri complice, muori omicida.<br>In primo luogo sono i comportamenti a comportarsi. <br>In seconda battuta scopri che sei tu a compierli.<br>E in ultimo, rilanci, definendo chi sei attraverso ciò che fai. Definendo chi sei, attraverso i comportamenti che adotti.</li>



<li>Il tempo dell&#8217;indagine.<br>Individuato un comportamento, indaghi sul significato che esso assume nella formazione della tua personalità<br>&#8220;Perché bevo?&#8221;<br>&#8220;Perché non trovo un lavoro?&#8221;<br>&#8220;Perché tutte le mie relazioni finiscono?&#8221;<br>&#8220;Perché non la smetti, e inizi a muovere il corpo al ritmo di una musica che sparge il seme del sesso in tutti gli anfratti della tua cameretta?&#8221;<br>E mentre indaghi, scopri che il ticchettio del tempo della vita ti dice che sei in ritardo.<br>Quello del tempo della scuola, ti dice che sei giusto.<br>Quello del tempo della moralità s&#8217;è rotto la prima volta che hai gettato una sigaretta per terra, e ti sei sentito in colpa per averlo fatto. </li>



<li>Il tempo della scoperta.<br>Ottieni finalmente le tue risposte.<br>Sai chi sei.<br>Cosa fai e soprattutto perché lo fai.<br>Scopri che bevi perché hai ucciso ormai tutte le mattine.<br>Che non lavori perché temi la definizione.<br>Che scopare è meglio di amare.<br>Che l&#8217;immobilità ostenta giudizi ma non prerogative.<br>E contento, affiggi il cartello CHIUSO PER FERIE convinto che il tuo lavoro sia finito.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Salvo poi accorgerti di aver scoperto chi era la persona che ha iniziato l&#8217;indagine.<br>Ne è trascorso da allora di tempo.<br>E tu sei diverso. Cambiato. Cambiata. Morta, sepolta e rinata dallo sperma delle nuove certezze e l&#8217;ovulo di mutevoli illusioni.<br>Ti è chiarissimo chi eri.<br><em>Foggy</em>, dannatamente <em>foggy</em> chi sei.<br>E riparte il loop.<br>Mentre solfeggi quella canzone che dapprima manco avresti ballato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benvenuta al mondo nuova era, e ancora&#8230;<br>e ancora&#8230;<br>e ancora&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="wp-block-paragraph">*leggere nuoce gravemente alla salute<br></p>
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		<title>LA GUERRA D&#8217;INDIPENDENZA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 10:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sto pensando molto ultimamente al tema della casa, sai Jacopo?&#8221;, mi fa Villa durante l&#8217;inconsueta (per ora) passeggiata post-prandiale. &#8220;Sto pensando che il fatto di vivere da soli, in fondo, sia anche questa tutta una narrazione: sai, l&#8217;indipendenza, l&#8217;età adulta, i cosiddetti propri spazi&#8230; ma propri spazi di che? Tanto se vuoi startene da solo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sto pensando molto ultimamente al tema della casa, sai Jacopo?&#8221;, mi fa <a href="https://averynormalguy.com/2025/06/02/quando-ho-smesso-di-scrivere/" data-type="link" data-id="https://averynormalguy.com/2025/06/02/quando-ho-smesso-di-scrivere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Villa</a> durante l&#8217;inconsueta (per ora) passeggiata post-prandiale. &#8220;Sto pensando che il fatto di vivere da soli, in fondo, sia anche questa tutta una narrazione: sai, l&#8217;indipendenza, l&#8217;età adulta, i cosiddetti <em>propri spazi&#8230;</em> ma <em>propri spazi </em>di che? Tanto se vuoi startene da solo ti chiudi in cameretta e fai le tue cose. Ma almeno quando metti il muso fuori dalla tana sei costretto, in qualche modo, ad interagire con il <em>coinqui </em>che cucina, che mangia, che lava per terra&#8230; sei costretto ad uscire dalla tua testa e sostenere, chissà, un&#8217;apparentemente inutile conversazione sul Napoli a -6 dalla vetta della classifica.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto in silenzio, convinto sin da subito dall&#8217;apologia della salute mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Vivere da soli amplifica ciò che hai dentro. Senza nessuno scambio, senza nessuna interazione, quei pensieri ti perseguiteranno ovunque: in doccia, in cucina, a letto, sullo yoga mat, alla finestra mentre ti fai le zanchette&#8230;&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo normalizzato troppo in fretta un qualcosa che appartiene al genere <em>homo occidentalis</em> da forse mezzo secolo.<br>L&#8217;indipendenza non è una condizione necessaria (nel suo significato etimologico: <em>ne + cedere</em>, ossia da cui non ci si può ritirare, cioè che è inevitabile o indispensabile); eppure, come tutti i trent&#8217;enni del mondo che conosco la bramo, la ammiro, la contemplo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trent&#8217;enni di tutto il mondo unitevi, non avete da perdere che i vostri sovraprezzati monolocali. </strong>✊</p>



<h2 class="wp-block-heading">È UN MOMENTO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una grossa crisi ha colpito il fragile sistema di credenze che tessevano le fila della mia autostima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Allora Jacopini, che succede?&#8221;, sfodera la pistola Lorenza.<br><em>Ah si fa così? Mi chiedo, mentre sforno la sugnosa parmigiana preparata di corsa per le mie lovely commensali.</em><br>&#8220;Bah&#8230; diciamo che ci sono 3 temi&#8221;, e prendo tempo, un po&#8217; indaffarato un po&#8217; insicuro. <br>&#8220;Ah li dobbiamo indovinare?&#8221;, Salvini, dalla parte contemplativa del tavolo.<br><em>Ottima idea, non ci avevo pensato.</em><br>&#8220;Vai, sparate&#8221;, faccio io.<br>&#8220;Allora: lavoro, amore e famiglia&#8221;, Lorenza e Salvini senza essersi consultate, almeno a parole.<br>&#8220;Mmm ci siamo. Amore sì. Lavoro quasi, diciamo un po&#8217; più in alto del lavoro: il lavoro appartiene a?&#8221;, suggerisco.<br>&#8220;Ai soldi?&#8221;, Lorenza.<br>&#8220;Ma no ahahah&#8221;<br>&#8220;Alla socialità?&#8221;, Salvini.<br>&#8220;Eh quasi&#8230; non è socialità, ma?&#8221;<br>&#8220;Ma?&#8221;, Salvini.<br>&#8220;Dai, soc&#8230;?&#8221;<br>&#8220;Soc&#8230;&#8221;, Salvini e Lorenza, in coro.<br>&#8220;Società. Un tema è la società. Uno è l&#8217;amore e il terzo?&#8221;<br>&#8220;Se non è famiglia, è salute!&#8221;, Salvini.<br><em>Bingo. Centro. Strike. Din din din alla slot machine.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il weekend fosse durato tre giorni, almeno 2 e mezzo li avrei trascorsi da solo, ad incimpriarmi il naso nella solitudine del mio monolocale sovraffollato di pensieri. Sfoglio annunci di case come se fossero i volantini del CRAI: mozzarelle in offerta, <em>non mi servono, </em>le prendo subito! Salvo poi rendermi conto che quelle mozzarelle non me le posso permettere, mettendo in crisi il sistema enogastronomico nazionale: catastrofe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Rosico perché non mi posso permettere una casa&#8221;, riassumo in una manciata di parole il mio essere ascoltato dalle orecchie più giuste del mondo. &#8220;Poi a me che me ne frega di organizzare eventi? Io voglio lavorare la terra. Il mio sogno è fare il contadino, ma quando ci vado in campagna? A 50 anni, che manco potrò più muovere la schiena?&#8221;, ormai capitolato nel disfattismo. E mentre Salvini e Lorenza prendono appunti nelle loro testoline magiche, persino io mi stufo di ascoltarmi lamentoso: &#8220;ma vabbè, chissenefrega.&#8221;<br>&#8220;No, il cazzo <em>chissenefrega </em>Jacopini!&#8221;, Lorenza, con ormai la pistola fumante in mano, &#8220;tante volte uno non si rende conto del proprio percorso perché ci è dentro fino al collo, ma io lo vedo. Io vedo che in qualche modo tu stai unendo quei puntini che ti sembrano così lontani e isolati. La realtà è fatta di tante cose, tra le quali i soldi, inutile negarcelo. Forse in questo momento non riesci a vedere dove stai andando, ma vuoi per i soldi, vuoi per le opportunità, vuoi per il disegno immaginifico che chissà chi ha predisposto per te, ti tocca farlo. Eh beh, succede. È un momento.&#8221;<br>&#8220;È un momento.&#8221; ripeto per imparare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi l&#8217;amore: quella roba che si incaglia lì, in mezzo alla gola. <em>Dove stiamo andando?,</em> mi chiedo e via a cascata con le mille mila altre paranoie del distretto suburbano del cuore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ma tu credi davvero che le persone non si guardino attorno? Credi davvero che non vi siano tentazioni, pensieri, sudori sanguinolenti? Siamo tutti lì Jacopo, è assolutamente normale&#8221;, Salvini Cupido delle relazioni sotterranee.<br>&#8220;Eh sì, ma sta roba mi destabilizza, perché sento che ancora una volta potrei buttare nel cesso tutto. Sto sempre lì a raccontare che voglio l&#8217;amore, <em>bla bla bla&#8230;</em> poi quando ce l&#8217;ho, scappo. E mi sento in colpa! Mi sento in colpa perché <em>Dio bono, Ja non ti va mai bene niente!</em> È sempre stato così, pure con la ragazza che amavo com&#8217;è finita? Che sono andato a letto con un tipo&#8230;&#8221;<br>&#8220;Sì, ma quanto tempo fa?&#8221;<br>&#8220;Eh 5 anni fa.&#8221;<br>&#8220;Eh cazzo. Va che sei cambiato eh! Il solo fatto che tu non voglia ripercorrere quelli stessi passi. Che tu non voglia riscrivere la stessa storia all&#8217;infinito. Sono tutti segnali di un cambiamento in atto. È un momento, Ja: datti il tempo di comprenderle le cose, prima di etichettarle.&#8221;<br>&#8220;È un momento.&#8221; ripeto per imparare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo mi sembra di capire che sia tutto un momento. <br>Che sia sempre tutto la fotografia di un istante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È un momento.&#8221; ripeto per imparare e per passare oltre, al prossimo momento.</p>
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		<title>CONFIDO IN FREUD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 19:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho chiesto a Gemini cosa significa uccidere il proprio padre in sogno, ma non ho trovato nessuna illuminante verità. Voglio bene al mio babbo. Tanto. E la notte che lo uccisi, senza nemmeno toccarlo, ne rimasi scioccato. &#8220;Babbo&#8221;, spero di averlo chiamato a forza.&#8220;Babbo 🥺&#8221;, sono sicuro di aver strozzato tra le lacrime.L&#8217;ho visto cadere, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho chiesto a <a href="https://www.google.com/search?q=uccidere+il+padre+in+sogno&amp;sca_esv=727911a362dc4a92&amp;sxsrf=ANbL-n7J8CtC_p1aFjhc6R4t1CO1P7YBCg%3A1767892450712&amp;udm=50&amp;fbs=ADc_l-ZANp2e_QKCXb27elGbVDkVtYrvHDDMkm2KkfwlZ2f9RmOIN-M0T4-BcFxMUAF6j93C_bvFMjZN-3jFWA4Q2hR4_tr2Ux3Q5K15mWXN28kdFcPMPSAXR1U-7YCr_aEatxbHpowQ-0lZd5nz0vcYrnoL7Bdih5UkEeRQjM8nWdYzTPBYz9qGJ26BFH4RF8HeLB81l_PE&amp;aep=1&amp;ntc=1&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjZiZrMuPyRAxVw87sIHX3POsgQ2J8OegQIDxAE&amp;biw=1366&amp;bih=607&amp;dpr=1&amp;aic=0&amp;mstk=AUtExfBdG9PRf5y6ibxv7Byau5EfD7hdbCp9rp5Z5-4yhUC-rWGyyHlX73_bX6FFZrMeJZyl14x1WLhg8p_XjK5mPGbLkqLTmJGH6MFHRH0Px5Yjxgew4RfY7ioMTXBY7EiOSciqFRLCXU0B3Xf1fVRcaRCexcbm97gxZUJsqN7Ufo4ZcXOGDCExTw9AjynqWiOlxI0P5mQOMB2yZhmzPnTwSfZa4FSlEUFRgwc3V-ZUbcB2WjPLTDcAfYPMu93AfakZ0bjjY78-ZKcwa-BIzili5phlntJ_8w43eqbiOMhFKaPZBCozFsbIf6XKJIgXMBI_Z1C2y3tuLgVyEA&amp;csuir=1&amp;mtid=BuZfaZ3xAfX_7_UPv6zUiAs" data-type="link" data-id="https://www.google.com/search?q=uccidere+il+padre+in+sogno&amp;sca_esv=727911a362dc4a92&amp;sxsrf=ANbL-n7J8CtC_p1aFjhc6R4t1CO1P7YBCg%3A1767892450712&amp;udm=50&amp;fbs=ADc_l-ZANp2e_QKCXb27elGbVDkVtYrvHDDMkm2KkfwlZ2f9RmOIN-M0T4-BcFxMUAF6j93C_bvFMjZN-3jFWA4Q2hR4_tr2Ux3Q5K15mWXN28kdFcPMPSAXR1U-7YCr_aEatxbHpowQ-0lZd5nz0vcYrnoL7Bdih5UkEeRQjM8nWdYzTPBYz9qGJ26BFH4RF8HeLB81l_PE&amp;aep=1&amp;ntc=1&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjZiZrMuPyRAxVw87sIHX3POsgQ2J8OegQIDxAE&amp;biw=1366&amp;bih=607&amp;dpr=1&amp;aic=0&amp;mstk=AUtExfBdG9PRf5y6ibxv7Byau5EfD7hdbCp9rp5Z5-4yhUC-rWGyyHlX73_bX6FFZrMeJZyl14x1WLhg8p_XjK5mPGbLkqLTmJGH6MFHRH0Px5Yjxgew4RfY7ioMTXBY7EiOSciqFRLCXU0B3Xf1fVRcaRCexcbm97gxZUJsqN7Ufo4ZcXOGDCExTw9AjynqWiOlxI0P5mQOMB2yZhmzPnTwSfZa4FSlEUFRgwc3V-ZUbcB2WjPLTDcAfYPMu93AfakZ0bjjY78-ZKcwa-BIzili5phlntJ_8w43eqbiOMhFKaPZBCozFsbIf6XKJIgXMBI_Z1C2y3tuLgVyEA&amp;csuir=1&amp;mtid=BuZfaZ3xAfX_7_UPv6zUiAs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gemini</a> cosa significa <a href="https://averynormalguy.com/2026/01/03/cerano-tutt/" data-type="link" data-id="https://averynormalguy.com/2026/01/03/cerano-tutt/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uccidere il proprio padre in sogno,</a> ma non ho trovato nessuna illuminante verità. <br>Voglio bene al mio babbo. Tanto. <br>E la notte che lo uccisi, senza nemmeno toccarlo, ne rimasi scioccato. <br>&#8220;Babbo&#8221;, spero di averlo chiamato a forza.<br>&#8220;Babbo 🥺&#8221;, sono sicuro di aver strozzato tra le lacrime.<br>L&#8217;ho visto cadere, a peso morto, dopo avermi sferrato un attacco, e subito dopo sbattere violentemente il mento a terra, senza più reagire al colpo. <br>Con la morte nei suoi occhi spenti, e la speranza nel mio cuore, invece, vivissimo, ho soffocato il mio respiro: il mio primo da colpevole orfano. <br><em>perché?, </em>ho domandato all&#8217;Universo. <em>Perché?</em><br>Ma dall&#8217;alto nessuna risposta.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quella notte, l&#8217;autorità ha cambiato volto. <br>Il timore ha lasciato spazio alla resa.<br>Non voglio più avere paura. Piuttosto mi arrendo: mi arrendo al mio essere remissivo ed accondiscendente, se questo è il prezzo da pagare per poter ancora una volta chiamare <em>babbo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Freud, il fatto che Edipo abbia ucciso inconsciamente suo padre sosterrebbe la tesi secondo cui i desideri proibiti agiscono al di fuori del controllo razionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Confido in Freud. <br>Confido nell&#8217;inconscio.<br>Ma soprattutto confido che non si tratti di parricidio. Ma di un vertiginoso volo verso la libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se tu, babbo, leggerai mai queste righe, sappi che io, Jacopo, ti ho ucciso, perché è anche grazie a te, se sono diventato grande. </p>



<h2 class="wp-block-heading">SMACK</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Appena solcati i mari dei 30 anni ho, cautamente, deciso di aprire la partita IVA. <br><strong>Lavoro:</strong> presso me stesso.<br>Potrei ora <em>swaggare</em> sulla bio di facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">😒 Reagisco contrariato al mio stesso stato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho aperto la partita IVA, essenzialmente per 2 motivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mi sta simpatica. Mi è sempre stata simpatica. E spesso mi erano simpatiche anche le persone che ce l&#8217;avevano. Donava un non so che di funky, di brillantinoso e squatter allo stesso tempo. Avere la partita IVA, ai miei occhi da studente/tirocinante/precario appariva un po&#8217; come un grido di battaglia: &#8220;ho partita IVA e faccio quello che voglio&#8221;, ma soprattutto &#8220;ho partita IVA e lo faccio <strong>quando</strong> voglio.&#8221; Perché per me, più che il cosa, è il <strong>quando</strong> a fare la differenza. Col tempo ho sempre più maturato la consapevolezza che io non sono una linea retta. Non ho la benché minima capacità di ignorare i segnali del corpo, del vento, del cielo squarciato dal sole, o della geografia dei calendari. Un sinusoide: ecco, oggi mi riconosco molto di più nell&#8217;ondeggiare costante da un abbisso a una vetta, e viceversa. E allora perché non dare di più quando si ha la forza di scalare una montagna? E perché non fermarsi quando si desidera che sia al mare a cullarci? La partita IVA mi è sempre stata simpatica per questo motivo: perché quando vuole, al mattino lei si alza e anziché in ufficio, va dal contadino al mercato a comprare scarola e patate rosse. </li>



<li>Mi vende meglio.<br><em>Uuh che roba brutta.</em><br>Sì, la partita IVA vende meglio la mia professionalità.<br><em>Quale professionalità?</em><br>Non ne ho idea, ma la gente (i miei capi come vorrebbe volgarmente chiamarli l&#8217;istituzionalità della Crusca) pare sia disposta a comprarla. E chi sono io, per non vendergliela? Non di certo un anarchico: ho fatto pace con me stesso. <br>&#8220;Io non sono un rivoluzionario!&#8221;, ho gridato alle montagne mentre camminavo in solitaria lasciandomi alle spalle i compagni <em>proPal. </em>Io non la faccio la rivoluzione: la sostengo, la appoggio, la diffondo, ma non la faccio. Per fare la rivoluzione bisogna essere violenti e narcisisti. E sebbene narcisista lo sia eccome, violento io mai (forse solo a letto, dopo esplicito consenso). Piuttosto schivo i colpi del quotidiano, ma non alimento più l&#8217;idealismo sul quale facevo <em>skate </em>in età adolescenziale. Sono diventato adulto e l&#8217;idealismo deve essere morto lì, proprio dove ha battuto il mento mio padre. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Appena solcati i mari dei 30 anni ho, sfacciatamente, fatto tutti i test delle malattie sessualmente trasmissibili del mondo.<br>&#8220;Ora le farò qualche domanda&#8221;, mi fa Loredana, l&#8217;infermiera con i tatuaggi e almeno 20 anni di rave, &#8220;se vuole può non rispondere. Andiamo?&#8221;<br>&#8220;Daje&#8221;<br>Così parte un spiedino di : Quanti anni aveva la prima volta? Con quante persone ha avuto rapporti sessuali? Si intende anche rapporti orali. Con quante persone negli ultimi 6 mesi? Erano donne, uomini o entrambi? Era attivo, passivo o entrambi? Meglio Kati Parry o Queen B? Quanto sono stereotipati gli omosessuali. Lo sa che, se dichiara di avere avuto rapporti con gli uomini, ha diritto al vaccino contro il papilloma virus gratis? Per farle capire, normalmente costerebbe 250€.<br>&#8220;Ma che davero?&#8221;,  burino e a mio agio con la mitica Loredana.<br>&#8220;Oh yess&#8221;<br>&#8220;E poi dicono che siamo discriminati!&#8221;<br>Risate.<br>Tampone in gola.<br>Tampone in culo.<br>Pipì nel brick.<br>E la consapevolezza di aver fatto una cosa bella, buona e giusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho da poco 30 anni: ho già ucciso un uomo, ingabbiato i miei sogni nei meandri del regime forfettario e piantato il tampone del mio senso civico nel culo. <br>Bye bye twenties. I&#8217;m a bitch <s>boy</s> man. <br>Smack. 💋<br></p>
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		<title>C&#8217;ERANO TUTT*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo.masi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 23:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gennaio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[S&#8217;è fatto il Natale. Sordido e loquace, come sempre. Un Natale fatto di grassa immaginazione e parole rapite dal mondo, dove dovrebbero, e vorrebbero stare. Zio dice: &#8220;ma come? siete in 4 (donne) e i piatti li lava Jacopo?&#8221;&#8220;Embé?&#8221;, io, subito sulla difensiva.Starà scherzando, penso, e spero, un secondo dopo. Nonna dichiara di essere razzista, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">S&#8217;è fatto il Natale. <br>Sordido e loquace, come sempre. <br>Un Natale fatto di grassa immaginazione e <em>parole rapite dal mondo,</em> dove dovrebbero, e vorrebbero stare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zio dice: &#8220;ma come? siete in 4 (donne) e i piatti li lava Jacopo?&#8221;<br><em>&#8220;</em>Embé?&#8221;, io, subito sulla difensiva.<br><em>Starà scherzando, </em>penso, e spero, un secondo dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonna dichiara di essere razzista, senza sapere bene cosa significhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro zio si fa le canne.<br>E io con lui.<br>La notte della vigilia, travestiti da amici, intellettuali e babbi natale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rich corre 8,5km la mattina del 26.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mia cugina parla sempre del suo moroso.<br>Difende a spada tratta il suo moroso.<br>Va al cinema il 25 sera col suo moroso.<br>Mia cugina è il suo moroso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I nuovi bambini stentano a dire &#8220;grazie&#8221;, sia pure a Babbo Natale.<br>Mentre i vecchi stentano ormai a crederci, a Babbo Natale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Svelo a Marina un segreto.<br>&#8220;Inter nos&#8221;, esordisco, con in faccia le bianchissimissime montagne, che rendono Torino sempre più bella (nonostante i soldi del PNRR).<br>Le dita chiuse sulle labbra fanno la zip al gossip.<br>&#8220;Mi sono fidanzato&#8230;&#8221;<br>&#8220;Lo stavo pensando: <em>chissà se Jacopo ha una ragazza&#8230;&#8221;</em><br>Per un attimo ho temuto il KNOCKED OUT!<br>Ma per fortuna <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NH-o9U8G7-4" data-type="link" data-id="https://www.youtube.com/watch?v=NH-o9U8G7-4">Rey Mysterio</a> mi ha insegnato il <em>colpo di reni. </em><br>&#8220;Un ragazzo&#8221;, faccina sorridente. <br>E crollo, messo KO dalla tavola ipercalorica, e la bile un po&#8217; più amara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">ARRIVERÀ</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scrivere è diventato ormai un atto impuro.<br>Chi ne è più capace?<br>Io no.<br>Non lo sono stato due settimane fa, quando ho fatto una grande festa.<br>Non lo sono stato una settimana fa, quando la grande festa l&#8217;ha fatta qualun altro, ormai più di 2000 anni fa.<br>Non lo sono stato 2 giorni fa, quando alla grande festa ci ho lavorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho smesso di scrivere, e ho iniziato a festeggiare.<br>Come se le due cose fossero in antitesi.<br>Come se <em>o si balla con i piedi,</em> a ritmo di musica, <em>o con le dita,</em> a ritmo di fascinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho smesso di scrivere ed ho iniziato, allo stesso tempo a frequentare la gente e impaurirmi del silenzio. <br>Ogni giorno mi chiedo: &#8220;stasera che faccio?&#8221;<br>E ogni sera: &#8220;sarò capace di tornare alla normalità?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da tempo latente, ormai, fuggo questo momento. Il momento della scrittura. <br>Faticano le parole a dare forma ai ricordi, perché troppi si sono appiccicati alle pareti della memoria, che adesso a stento riescono a uscirne. I miei 30 anni, di ballo, puro ballo, fatiscente ballo. Gli amici che continuano, con adorabile ritardo, a prolungarne la festa, fatta di auguri perenni e sorrisi bambineschi. C&#8217;erano tutt*. Era <strong>La Festa di Tutt*.</strong> Con tanto di locandina e ceneri sparse qua e là, a frammentare la lunga linea del tempo in fotografici istanti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://averynormalguy.com/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2025-12-11-at-09.30.01-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-1843"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non sto dicendo niente. Ma quando è l&#8217;insieme a fare il quadro, è impossibile soffermarsi su un dettaglio senza che l&#8217;attenzione venga catturata dalle distrazioni dell&#8217;orizzonte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;erano tutt*. E questo basta a descrivere un momento.<br>C&#8217;erano le <em>basic,</em> pavonesse dalle piume sgargianti.<br>C&#8217;era albus, gru stabile e salda.<br>C&#8217;erano gli Squali, i colombi, da sempre, della mia città.<br>C&#8217;erano Pigna, Noce e Labella, oche ubriache dalle zampe claudicanti.<br>C&#8217;erano i <a href="https://open.spotify.com/intl-it/artist/29pkkNTs01Wq7kv2zdoAUf?si=bV_OlvqWTOeOrEn_NoBiUg" data-type="link" data-id="https://open.spotify.com/intl-it/artist/29pkkNTs01Wq7kv2zdoAUf?si=bV_OlvqWTOeOrEn_NoBiUg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jassies,</a> stormi di storni di Roma e dintorni.<br>C&#8217;era Az, gufo della notte.<br>C&#8217;era mia sorella col suo moroso, gallina e gallo nello starsi vicino.<br>C&#8217;era Maurino, passero solitario, e Claudietto, pinguino piacione.<br>C&#8217;erano le matricole, gli infiltrati, gli invitati, gli imbucati, gli sconosciuti, le conoscenze, le sorprese, gli abbracci: una voliera di piumati con le ali ben aperte per chissà quale cielo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho festeggiato così il mio compleanno, con la voracità del megalomane, e la smania del sognatore.<br>L&#8217;ho fatta grossa, e mi sono divertito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è bastata una boccata d&#8217;aria che la mia testa si era poi, di nuovo, immersa nel convenire che <em>insieme è meglio.</em><br>Allora il pre-vigilia: a casa di tutti, e poi a casa di lui.<br>La vigilia, sempre da loro, con una nuova notte, molto più corta del solito.<br>Il Natale, in potenza, come sempre.<br>Santo Stefano, lungo e stanco.<br>E poi il lavoro, perché &#8220;che fai a Capodanno?&#8221;<br>&#8220;Non lo so, perché?&#8221;, io ingenuo e beffardo.<br>&#8220;Vuoi venire a lavorare nell&#8217;organizzazione del <a href="https://eventi.comune.torino.it/calendario/capodanno-2026/" data-type="link" data-id="https://eventi.comune.torino.it/calendario/capodanno-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Capodanno di Torino?</a>&#8220;<br>&#8220;Sì.&#8221;, deciso e contento di non dover, invece, organizzare il mio di Capodanno.<br>Così turni indecenti, <a href="https://averynormalguy.com/2025/12/07/giorno-1-senza-caffeina/" data-type="link" data-id="https://averynormalguy.com/2025/12/07/giorno-1-senza-caffeina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la caffeina nonostante l&#8217;illusione di un fioretto,</a> la cacca nella suite del sindaco (questo è un segreto 🤫), perché quando scappa non c&#8217;è cravatta che tenga, il prefetto che mi sequestra il gin come il bulletto al parco quando il pallone era il suo. Abbiamo pure sbagliato il countdown. Davvero: abbiamo pure ciccato il countdown. <br>Forse l&#8217;evento peggiore a cui abbia partecipato come organizzatore.<br>Forse quello più, inspiegabilmente, divertente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2025 che se ne va senza manco salutare.<br>E il &#8217;26 che ancora fatico a nominare. <br>&#8220;A me sembra di essere nel 2021!&#8221;, faccio ad A. sotto le coperte dell&#8217;ennesima zanchetta, prima di metterci a dormire.<br>Poi il silenzio.<br>Gli abbracci.<br>E i respiri che allungandosi, svaniscono.<br>&#8220;Ho spaccato il mento a mio padre!&#8221;, mi sveglio di soprassalto.<br>&#8220;Ssshhhh&#8221;, si sveglia A, e si addormenta A.<br>Mi chiudo stringendolo forte a me, ancora scosso dalla realizzazione del complesso edipico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho ucciso mio padre in sogno.<br>Senza toccarlo.<br>Schivando il suo tentativo di afferrarmi violento e predatore.<br>Io mi sposto.<br>E lui cade, di faccia, col mento che spacca la terra.<br>E il suo volto, spento.<br>Spaventosamente,<br>tremendamente,<br>spento.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Domani è Luna Piena, e spero che quelle <em>parole rapite dal mondo,</em> tornino qui, nel luogo dove sono state create.</p>
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