{"id":1532,"date":"2025-06-02T19:46:35","date_gmt":"2025-06-02T17:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=1532"},"modified":"2025-06-02T19:46:37","modified_gmt":"2025-06-02T17:46:37","slug":"quando-ho-smesso-di-scrivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/es\/2025\/06\/02\/quando-ho-smesso-di-scrivere\/","title":{"rendered":"QUANDO HO SMESSO DI SCRIVERE"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Per me \u00e8 il <em>servire<\/em>&#8220;, la risposta di Diego a una domanda fatta dal verde della montagna, &#8220;\u00e8 l&#8217;atto del <em>servire. <\/em>Quello di restituire, di fare senza ritorno.&#8221;<br>&#8220;E c&#8217;\u00e8 un libro che pi\u00f9 di altri ti ha colpito nel racconto di questo <em>servire?&#8221;<\/em>, chiedendogli timido di poter entrare un pochino di pi\u00f9 nel suo mondo. <br>Il rumore dei passi sull&#8217;erba.<br>Io, Villa e Diego in fila indiana.<br>Non fa mai veramente caldo in montagna.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sancho Panza con Don Chisciotte. Quando Sancho Panza riconosce la pazzia dell&#8217;amico, quello che gli interessa \u00e8 passare del tempo con lui, al di l\u00e0 della fattibilit\u00e0 delle sue imprese. Sancho Panza <em>serve<\/em> l&#8217;amico: dona incodizionatamente. E quando la morte si sta per portare via Don Chisciotte, Sancho pronuncia queste parole: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Non muoia, signor mio [&#8230;] la sua follia mi ha dato la sanit\u00e0, e la sua morte mi dar\u00e0 la pazzia<\/p>\n<cite><em>Don Chisciotte della Mancia<\/em>, <strong>Seconda Parte, Capitolo LXXIV<\/strong><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Per me \u00e8 questo il <em>servire, <\/em>ed \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante&#8230;&#8221; e mentre Diego si spiegava, io avevo gi\u00e0 preso il treno delle mie fantasie. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">NON \u00c8 TUTTO VERO QUELLO CHE DICI<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando ho smesso di scrivere? <br>Quando ho smesso di raccontare, sovrapponendo il biasimo all&#8217;osservazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Da una mail del 2 aprile 2024: <em>&#8220;Quello che non mi piace ma semplicemente perch\u00e9 riconosco la psicologia che c&#8217;\u00e8 dietro \u00e8 la questione &#8221;umilt\u00e0&#8221; in diversi passaggi come se volessi scusarti di quello che fai, ci sta fare le cose in punta di piedi e magari dimostrarlo ma in questo caso penso sia un po&#8217; troppo quindi ti consiglierei (non subito e comunque segui il tuo istinto sempre!) nel tempo di cambiare approccio, pi\u00f9 deciso, stai condividendo cose tue e che conosci, hai diritto di farlo e quello che fai \u00e8 prezioso<\/em> [&#8230;]<em>&#8220;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le parole sono di uno sconosciuto che da lontano ha preso la mira e ha fatto centro. <\/p>\n\n\n\n<p>Rileggo gli ultimi due articoli e ne esco deluso: <em>manca il piacere<\/em>, mi dico.<br>Io vittima. <br>Io sconfitto.<br>Io solitario.<br>Io calamita di eventi per la sola brama di poterli scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ora non scrivo pi\u00f9.<br>Mi costa fatica.<br>E non mi diverte.<\/p>\n\n\n\n<p>Annego il flusso creativo nella coltivazione estensiva di dopamina: sterminati campi di <em>social,<\/em> serre di droghe, annaffiatoi pieni di alcool e mangime confezionato nella ricerca sociale di consenso. La dopamina \u00e8 la carota che mi penzola davanti agli occhi, legata al bastone che porto sulla schiena. Un&#8217;instancabile serie di passi per tentarne un morso, povero ed effimero. <br>Sopraffatto dalla stanchezza mi massaggio le meningi alla ricerca delle prossime parole da impilare in questo continuo vomitarmi addosso le mie colpe.<\/p>\n\n\n\n<p>NON \u00c8 TUTTO VERO QUELLO CHE DICI, parlando a me stesso come se fossi un&#8217;altra persona.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Marted\u00ec inizier\u00e0 la guerra,<\/em> \u00e8 il sogno che mi ha svegliato domenica mattina nell&#8217;ennesima montagna ormai puzzle dei miei fine settimana. <em>Per fortuna che c&#8217;\u00e8 di mezzo ancora luned\u00ec,<\/em> il sollievo mentre mi facevo un caff\u00e8 prima di abbandonare le gambe alla corsa. La salita ha da subito mostrato il petto, ma il cuore, le gambe, i polmoni non si sono tirati indietro nel voler, ancora una volta dimostrare di&#8230; dimostrare. Supero i primi tornanti e noto il fiato iniziare a distendersi rilassato tra le due fasi che dettano il ritmo della corsa. La strada si fa una piacevole melodia di morbidi sali e scendi e le foglie di ogni forma e dimensione mi ciondolano ipnotiche alla vista.<br>Di quello stesso sogno, prima della guerra ero un allevatore di cervi e, al contatto, nel recinto, di una foglia a forma di mano, mi sono esplose le lacrime agli occhi. Un po&#8217; Alice nel paese delle meraviglie, un po&#8217; Stefano Mancuso, recepisco chiaro il messaggio. <br>Intanto le gambe continuano a correre, mentre la mente rimbalza tra il timore di ritornare troppo presto e la suggestione di una casa in campagna. Le salite quasi non si notano pi\u00f9, mentre le discese sono occasione rara per riscoprire la biomeccanica delle ginocchia e delle caviglie. Mi sento lepre, falco, gazzella. E svincolo dalle redini delle contrazioni il freno di una corsa sicura e controllata: ora capisco il perch\u00e9 di una buona suola nelle scarpe.<br>Mi si fa incontro lo scrosciare di un fiume, e con il suono, anche il ricordo di Afrodite che, qualche giorno prima, mi aveva invitato a tuffarmici, come se fosse prassi per gli abitanti dei boschi. <br>L&#8217;acqua fredda invita ad una presa di decisione salda e irreversibile.<br>Mentre corro, l&#8217;immagine dei lei <em>Amazzone<\/em> che sfiora l&#8217;acqua con la sua pelle nuda, mi libera da ogni papabile titubanza.<br>Lascio la strada ed individuo in un masso il custode di tutto ci\u00f2 che voglio lasciare fuori dall&#8217;acqua: scarpe, calze, pantaloncini, mutande, paure, turbamenti e pensieri. Medito qualche minuto, per ricordarmi che so ancora respirare.<br>Poi nudo, mi avvicino sicuro nella pozza al fianco della cascata.<br>Il freddo \u00e8 sopportabile, ma quando metto la testa sotto riconosco che ci sono parti del corpo pi\u00f9 e meno sensibili a tali variazioni termiche. <br>Mi immergo, risalgo e respiro.<br>Mi immergo, risalgo e respiro.<br>Mi immergo, risalgo e respiro.<br>La quarta volta sento il cranio stringersi attorno alle meningi.<br>&#8220;They say that submerging your head underwater has the same effect as cocaine.&#8221;, mi aveva incuriosito Afrodite riemergendo dall&#8217;acqua. <\/p>\n\n\n\n<p>Ascolto l&#8217;acqua ribollire tra i sassi.<br>Se non ci fosse stato un altro mondo ad aspettarmi probabilmente sarei rimasto l\u00ec.<br>Ad aspettare che il potere del verde facesse effetto. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per me \u00e8 il servire&#8220;, la risposta di Diego a una domanda fatta dal verde della montagna, &#8220;\u00e8 l&#8217;atto del servire. 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