{"id":168,"date":"2023-05-06T10:24:40","date_gmt":"2023-05-06T08:24:40","guid":{"rendered":"https:\/\/verynormalguy.wordpress.com\/?p=168"},"modified":"2023-08-23T10:34:01","modified_gmt":"2023-08-23T08:34:01","slug":"approvato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/es\/2023\/05\/06\/approvato\/","title":{"rendered":"APPROVATO"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Are there any announcements?&#8221;, era luned\u00ec, era <em>fireplace, <\/em>era Vero che chiedeva se ci fossero avvisi che la comunit\u00e0 volesse condividere con se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;There is the chance to go to the hospital in Argos for the blood donation. Does anyone feel like?&#8221;, era la voce di Despi, la piccola e dolce Despi. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Fuga: il mio modo preferito di stare al mondo.&#8221;, tenere sempre bene a mente queste parole. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;I want!&#8221;, &#8220;Me too&#8221;, &#8220;Sure&#8221;&#8230;, cos\u00ec io, Emile, Giulia, Gago\u00f9, Gonzalo e Thomas ci eravamo segnati, <em>casualmente<\/em> insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cool! So on Wednesday, in the morning, we&#8217;ll go to Argos.&#8221;, Despi, sempre piccola e sempre dolce Despi. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Are there any more announcements?&#8221;, come teneva le redini Vero nessuno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color\" style=\"color:#15b321\">Don&#8217;t let the green grass fool you<\/h2>\n\n\n\n<p>Non si parlava pi\u00f9 di tende, di cacca di cavallo o di orti: la nuova <em>wave<\/em> prendeva il nome di <em>personal project. <\/em>Ciascuno, nella forma di un singolo o di un gruppo, doveva presentare a Martin un progetto sul quale, se approvato, avrebbe lavorato fino alla fine mese a <em>Hopeland<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Scale in eco-building per Steph. APPROVATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Erbario sulle erbe di <em>Hopeland <\/em>per Giulia, Turi e Niki. APPROVATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Queer shelf (idea geniale) per Gago\u00f9, Flo, Anastasia e Sarah. APPROVATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Meridiana per Emile e Jacopo. RIMANDATO. <\/p>\n\n\n\n<p>Ovvio. Martin non solo voleva un progetto composto da idea, sviluppo, materiali e pianificazione. Martin voleva soprattutto la motivazione. L&#8217;<em>inner motivation<\/em>, il fuoco che accendeva la miccia della passione dell&#8217;interesse del <em>blablabla&#8230; <\/em>e come potevo dire a Martin che a me della meridiana s\u00ec me ne fregava, perch\u00e9 sai le costellazioni, sai la relazione con il territorio, sai leggere l&#8217;ora attraverso l&#8217;ombra di uno stecchino, ma soprattutto mi fregava di Emile. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco forse Martin c&#8217;aveva visto lungo. O forse no. Fatto sta che, inciampati entrambi sull&#8217;<em>inner motivation <\/em>del fuoco del segreto del sacro graal, avevamo simultaneamente mosso un passo verso altre direzioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Emile, artista qual&#8217;era, aveva deciso di disegnare una mappa di <em>Hopeland<\/em>, per poi cucirla, appenderla o farci qualche altro strappo figlio della sua creativit\u00e0. APPROVATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, che avevo pochi pensieri, mi ero incagliato da settimane sulla solita domanda: <em>&#8220;where is Greece?&#8221; <\/em>Vivevo in un eco-villaggio con altre venti\/trenta persone da tutto il mondo. Si parlava inglese, si mangiavano pancakes, si beveva birra lager, si ascoltava Current Joys. Dov&#8217;era la Grecia?<\/p>\n\n\n\n<p>E allora pensa Jacopo. Come sei solito connetterti con i luoghi che visiti?<br>Risposta: cibo.<br>E pensa ancora un po&#8217; Jacopo. Cosa ti diverte ultimamente?<br>Risposta: cucinare.<br>Dai che stai andando bene Jacopo. Hai una passione?<br>Risposta: l&#8217;aperitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Vado in giro dai produttori locali ad imparare come si fanno i prodotti tipici (formaggi, olio d&#8217;oliva, prodotti da forno, vino&#8230;) e poi porto un po&#8217; di Grecia qua ad <em>Hopeland <\/em>sotto forma di aperitivo anzi, com&#8217;\u00e8 che lo chiamano qui? Meze. Sotto forma di Meze.&#8221; per Jacopo. APPROVATO. <\/p>\n\n\n\n<p>E allora Google Maps per vedere se c&#8217;\u00e8 qualcuno nei dintorni. C&#8217;\u00e8! Mail: <em>&#8220;I&#8217;m Jacopo, 27yo, from italy&#8230; I would love to visit your place&#8230; to get in touch with your culture&#8230;&#8221;<\/em> ero abituato a questa sorta di presentazione. Facile. E dopo 6\/7 mail inviate qua e l\u00e0, due lunghe giornate di riposo nell&#8217;attesa di risposte: amavo il mio <em>personal project. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Poi una risposta, dal panettiere del paesino vicino: &#8220;vuoi venire stanotte a darmi una mano in panetteria?&#8221;<br>&#8220;S\u00ec&#8221;, di getto, &#8220;a che ora?&#8221;<br>&#8220;Alle 4 di notte si inizia.&#8221;<br>&#8220;Cazzo.&#8221;<br>E allora sveglia alle 3:30 illudendosi di non far rumore nella tenda e poi dritto verso Malandreni, il paese con 200 abitanti, 3 bar e una panetteria appunto. <\/p>\n\n\n\n<p>Per le 9 dovevo essere di ritorno: serviva il van, dovevamo andare a donare il sangue. Cos\u00ec mentre tutti gli altri si erano rimessi a lavoro sui loro progetti, noi, io, Giulia, Gago\u00f9, Emile, Gonzalo, Thomas e Despi, ci muovevamo direzione Argos. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordati della fuga, sempre. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ospedale era all&#8217;ingresso della citt\u00e0: piccolo, pulito, gentile, come le donne che vi lavoravano. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Compilate questi fogli e poi fate un cenno quando siete pronti.&#8221;, aveva detto l&#8217;infermiera in un inglese claudicante.<\/p>\n\n\n\n<p>Giusto qualche riga, poi Emile: &#8220;have you read this?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;What?&#8221;, non avevo capito a cosa si riferisse.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Here. Look.&#8221;, indicandomi un riquadro al centro del foglio. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/verynormalguy.files.wordpress.com\/2023\/05\/whatsapp-image-2023-05-04-at-23.49.37.jpeg?w=1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-190\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Niente sesso tra uomini dopo il 1977. Ci siamo guardati, abbiamo sorriso e insieme siamo andati dall&#8217;infermiera, forse anche un po&#8217; imbarazzati. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Well&#8221;, indicando col dito quella riga, &#8220;apparently we can&#8217;t donate.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;infermiera allora si era messa a leggere il foglio, e solo qualche secondo dopo aveva rialzato lo sguardo: &#8220;It doesn&#8217;t matter. It&#8217;s an old rule.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>La procedura continu\u00f2 liscia con Gonzalo che aveva consegnato il foglio e stava superando i primi accertamenti. Poi io, un piccolo prelievo al dito, e prima di misurare la pressione una domanda da parte dell&#8217;infermiera: &#8220;how many hours did you sleep last night?&#8221;. <br>Ci metto poco a contarle: &#8220;Four.&#8221;<br>&#8220;Only four?&#8221;<br>&#8220;Yes. I&#8217;ve worked in a bakery last night.&#8221;<br>&#8220;I&#8217;m sorry, but you can&#8217;t donate. Four hours aren&#8217;t enough.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Inutili i tentativi di corruzione. Ero stato bocciato alla donazione del sangue per la seconda volta e non mi restava che guardare gli altri lasciarsi rilassare su quelle comode poltrone di pelle col braccio in fuori bucherellato da un ago. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche Gago\u00f9 intanto era stata bocciata. Pressione troppo bassa per la nacchera. &#8220;Ci rifaremo&#8221;, sguardo d&#8217;intesa. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec pranzo ad Argos e poi lentamente <em>back to Hopeland.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quel pomeriggio ci avevano consigliato di starcene tranquilli, cos\u00ec ne approfittai per prendere il tablet e mettermi a scrivere un articolo. Cos\u00ec pensavo, non solo agli eventi che volevo raccontare, ma anche e soprattutto a Emile: &#8220;dov&#8217;\u00e8? che fa? potremmo stare un po&#8217; insieme.&#8221; Ma c&#8217;era qualcosa che mi diceva di non distrarmi, di lasciarlo libero e di pensare a scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche minuto dopo lui che si affaccia nell&#8217;ufficio: &#8220;Jacopo, I need to talk to you.&#8221; Me lo sentivo. Non dico una parola, ed esco.<\/p>\n\n\n\n<p>Neanche un ciao, un come stai, un che fai&#8230; no, subito quelle parole: &#8220;I&#8217;m gonna leave tomorrow.&#8221; Pausa. &#8220;I need to be with my boyfriend. We had a call and he felt something weird in me. I love him Jacopo, and I need to be with him. I&#8217;m so sorry.&#8221; Pausa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pausa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pausa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove guardo adesso? Su quelle altalene non mi veniva fuori nessuna parola. Solo uno sguardo impegnato a cercare qualcosa a cui aggrapparsi che non fosse Emile. &#8220;Let&#8217;s move. Let&#8217;s go to the oak tree.&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>Emile che parlava e provava a spiegarsi. &#8220;Tu mi piaci ma. Sto bene con te ma. E&#8217; solo un mese e.&#8221; Ormai aspettavo quella congiunzione che mi restituiva la realt\u00e0 sotto forma di schiaffo, e intanto ascoltavo. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Di&#8217; qualcosa Jacopo!&#8221;, neanche so chi, tra me e lui, aveva detto queste parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapevo cosa dire. Anzi forse lo sapevo ma avevo paura: paura di allontanarmi dal me stesso che ero solito conoscere. Avrei potuto essere vittima. Avrei potuto essere amore incondizionato. Invece ero Jacopo, ferito a grato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec glielo dissi che ero dispiaciuto, e gli dissi che forse ero arrabbiato con lui, e poi che mi sentivo spaventato, ferito, vuoto. Poi gli dissi anche che c&#8217;era una parte di me che era felice, che era onestamente felice per lui, perch\u00e9 mosso dall&#8217;amore. E infine che ce n&#8217;era un&#8217;altra che era grata. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;You are the first guy I held hands with in a public space. You are the first guy I kissed in a public space. Emile, you gave me courage and acceptance. So, thank you. Just thank you.&#8221; Pausa. &#8220;Man, I&#8217;ve got a question: this morning we bought Aperol and Prosecco in Argos. Do you feel like going up to the hill and celebrate this moment? Time for being sad will come, but now I wanna celebrate you, our relationship, our friendship with Giulia and Gago\u00f9. What do you think?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Pausa. Festa. Abbracci.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"\u00c9mile last aperitivo\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sRdD_4Pw8C8?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><br><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Are there any announcements?&#8221;, era luned\u00ec, era fireplace, era Vero che chiedeva se ci fossero avvisi che la comunit\u00e0 volesse condividere con se stessa. &#8220;There is the chance to go to the hospital in Argos for the blood donation. 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