{"id":1731,"date":"2025-10-17T17:20:18","date_gmt":"2025-10-17T15:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=1731"},"modified":"2025-10-17T17:26:19","modified_gmt":"2025-10-17T15:26:19","slug":"organico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/es\/2025\/10\/17\/organico\/","title":{"rendered":"ORGANICO"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Che ti ridi?&#8221;, domando ad A., col volto mezzo sepolto dal cuscino.<br>A. sbuffa, nitrisce, sgranchisce la bocca: &#8220;riflettevo sull&#8217;evoluzione del nostro rapporto, ma ci pensi?&#8221; <br>Distolgo lo sguardo da quell&#8217;inquadratura met\u00e0-volto\/met\u00e0-federa, mentre deformo impotente le labbra in un sorriso. <br>Chiamali <em>&#8220;tempi teatrali&#8221;<\/em>, chiamali <em>&#8220;tempi comici&#8221;<\/em>, chiamali <em>&#8220;tempi di ressa, SBANG, battaglia di pensieri che si sovrappongono alla ricerca di una vitale boccata di ossigeno&#8221;<\/em> : fatto sta che a quella domanda non scaturiva risposta.<br>&#8220;Beh?&#8221;, A. audacemente incurante, spronandomi come cavallo indomito.<br>Sbrandello le mani per aria, pensandomi maestro d&#8217;orchestra: &#8220;C&#8217;\u00e8 una parola ricorrente, che mi\/ti, che risponde all&#8217;osservazione di quest&#8217;evoluzione: \u00e8 organico. Mi sembra tutto cos\u00ec organico.&#8221;<br>A. non parla.<br>Io gesticolo il silenzio.<br>Fino a riempirlo di nuovo: &#8220;\u00c8 come se&#8230; non lo so, non mi vengono altre parole per descriverlo. Forse potrei dire &#8220;naturale&#8221;, ma mi sembra che presupponga una sorta di percorso gi\u00e0 segnato. Organico invece \u00e8 tutto. Organico \u00e8 la radice, la spina e il fiore. Organico non \u00e8 la linea vertiginosa dell&#8217;innamoramento, ma il groviglio fitto fitto della matassa. Sono riuscito a spiegarmi?&#8221;, col dubbio messo al mondo dal corrugarsi delle sopracciglia. <br>A. mi offre il suo profilo cercando, nei disegni delle mani, la risposta.<br>&#8220;S\u00ec&#8221;, azzarda senza inutili merletti. <br>&#8220;Organico.&#8221;, come un <em>amen<\/em> al termine della messa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">COME SEI BELLO CHICCO<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>La palabra &#8220;org\u00e0nico&#8221; viene del lat\u00ecn <em>organicus<\/em> y significa &#8220;que puede vivir, que se construye de manera natural&#8221;.<br>(La parola &#8220;organico&#8221; deriva dal latino <em>organicus <\/em>e significa &#8220;che vive, che si sviluppa naturalmente&#8221;).<\/p>\n<cite><a href=\"https:\/\/etimologias.dechile.net\/?orga.nico#:~:text=La%20palabra%20%22org%C3%A1nico%22%20viene%20del,o%20si%20encuentras%20alg%C3%BAn%20error.\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/etimologias.dechile.net\/?orga.nico#:~:text=La%20palabra%20%22org%C3%A1nico%22%20viene%20del,o%20si%20encuentras%20alg%C3%BAn%20error.\">etimologias.dechile.net<\/a><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec me la sono andata a cercare sta parola, orfana, ai miei occhi, di sinonimi e significati. <br>Me la sono andata a cercare mentre <em>organicamente<\/em> stavo assumendo sempre pi\u00f9 la forma della mia sedia in ufficio. Fredda, dritta, nera, senza lo stimolo del volo e lo scricchiolio dell&#8217;et\u00e0. Una sedia cos\u00ec dannatamente ospitale da apparire scontata. Eppure io, su quella sedia, stavo iniziando a piantare radici: nel fertile tepore d&#8217;una stanza d&#8217;ufficio stavo cominciando la mia trasformazione in pianta. Ero organico nel mio essere parte del sistema. Di un sistema che non amo, all&#8217;interno del quale non mi riconosco. L&#8217;ufficio. Le mail. Le pause pranzo. I muri bianchi. Lo sport al mattino presto e le borse della North Face. <em>Bleah, che schifo.<\/em> Ma nonostante tutto <em>organico.<\/em> Disossato all&#8217;inverosimile da ogni istintiva velleit\u00e0 di fuga, e contemporaneamente sbranato dal sangue della voracit\u00e0 distruttiva. Io sto. E tra una mail e un&#8217;altra scrivo distratto dalle <em>call <\/em>dei miei colleghi. <br><em>Ma come fanno ad avere sempre da fare?, <\/em>mi chiedo, implorando me stesso di non scivolare sui succhi gastrici dei sensi di colpa. Non mi rispondo: in fondo non mi interessa.<br>Ho dei ricordi da portare avanti: ad ognuno le sue priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscire il venerd\u00ec sera \u00e8 un&#8217;opinione diffusa, prima ancora che un gesto.<br>Starsene a casa, lontano dai fumi, lontano dall&#8217;alcool, lontano dalle parole di una forsennata socialit\u00e0, \u00e8 una magia che va preservata, senza la smania del successo.<br>Perch\u00e9 la cosa pi\u00f9 bella del venerd\u00ec sera, ho scoperto essere il sabato mattina: un inchino alle fantasie pi\u00f9 allettanti.<br>Sveglia spontanea, presto il giusto per poter essere apprezzata.<br>Datteri in numero 2: energia a rapido rilascio.<br>Abbigliamento approssimativo per le nuove mattine d&#8217;autunno e di corsa al parco prima che si popoli di marmocchi rampicanti.<br>Il premio sar\u00e0 una focaccia calda e unta del mio forno nel podio dei forni.<br>Poi doccia e un&#8217;insolita voglia di vestirsi elegante. Anzi no, di essere Elegante.<br>Dall&#8217;armadio un pantalone nero, una t-shirt nera e un istrionico gilet. Mi fermo subito: <em>osa Jacopo, hai detto Elegante, ed Elegante sia.<\/em> Ritento: pantalone blu d&#8217;abito, camicia celeste, e immancabile foulard rosso rubato dall&#8217;armadio di nonna.<br>&#8220;Questa sar\u00e0 la stagione dei foulard!&#8221;, non ho mai smesso di ripetere a chiunque incontrasse accidentalmente il mio pavoneggiante narcisismo.<br>Vestito cos\u00ec non potevo che andare al mercato.<br>Ma dopo un paio di isolati e cambio idea: vespa e casa dei miei. C&#8217;\u00e8 mia nonna ad aspettarmi per fare i gnocchi.<br>Monto in sella e mi sento Mastroianni. Nella mia cellula di mondo c&#8217;ero solo io, il sole, la vespa e il friccicorio del motore. Il resto comparsa di una delle pellicole meglio riuscite della mia fantasia. Basta poco per essere bambini. <br>Arrivo a casa e la vedo l\u00ec seduta a tavola, spalle alla finestra e la sua sfilza di domande in canna: &#8220;Come sei bello chicco, chiss\u00e0 quante ragazze che hai? Quando mi presenti la tua ragazza? Ma adesso ti fermi un po&#8217; qui? Fortunata chi ti sposa. Bello chicco, quand&#8217;\u00e8 che mi presenti la tua ragazza?&#8221;, un <em>loop<\/em> ininterrotto che i medici chiamano demenza senile, e che io, pi\u00f9 semplicemente, chiamo <em>nonna.<\/em> <br>Ci gioco. <br>Le rispondo vagamente: &#8220;Ehhh, ne ho troppe di ragazze&#8230;&#8221;<br>Poi cambio idea. Le dico una piccola bugia: &#8220;Si chiama Anita&#8221;<br>Poi ci ripenso: &#8220;E se fosse un ragazzo?&#8221;<br>Ma la nonna fa la <em>nonna<\/em> e continua a superare le risposte con le domande.<br>&#8220;Come sei bello chicco. Quando mi presenti la tua ragazza?&#8221;<br>&#8220;O un ragazzo, magari \u00e8 un ragazzo.&#8221;, mentre felice osservo mia mamma ascoltare con tatto.<br>&#8220;Non mi dire che sei gay&#8221;, abbocca la nonna, &#8220;sarebbe una delusione grandissima.&#8221;<br>&#8220;Perch\u00e9?&#8221;, e rido di una risata piena d&#8217;amore.<br>&#8220;Perch\u00e9 s\u00ec.&#8221;, sentenzia lei, senza repliche.<br>Mi siedo e mi rimetto a fare i gnocchi. <br>&#8220;Che musica ti piace?&#8221;, le chiedo aspettandomi Battisti.<br>&#8220;Aaaah&#8221;, e gi\u00e0 era felice, &#8220;a me piacciono tanto Gino Latilla e Claudio Villa.&#8221;<br>&#8220;Chi?&#8221;, io e mia madre in coro.<br>&#8220;Claudio Villa&#8221;, nonna con le spalle al muro.<br>&#8220;S\u00ec lui s\u00ec, ma l&#8217;altro chi \u00e8?&#8221;<br>&#8220;E chi \u00e8?&#8221;, colpita di nuovo da quella macchietta d&#8217;anzianit\u00e0.<br>&#8220;Gino Latilla&#8221;<br>&#8220;Ah s\u00ec, come mi piace.&#8221;<br>Lo cerco su Spotify, e scusandomi con Battisti, la faccio partire.<br>Nonna canta.<br>Io canto.<br>Mamma canta.<br>Poi nonna e mamma ballano.<br>Io faccio i gnocchi.<br>E quando nonna si siede: &#8220;Allora quando mi presenti la tua ragazza?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"ORGANICO - averynormalguy\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OSXHZR8748M?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Che ti ridi?&#8221;, domando ad A., col volto mezzo sepolto dal cuscino.A. sbuffa, nitrisce, sgranchisce la bocca: &#8220;riflettevo sull&#8217;evoluzione del nostro rapporto, ma ci pensi?&#8221; Distolgo lo sguardo da quell&#8217;inquadratura met\u00e0-volto\/met\u00e0-federa, mentre deformo impotente le labbra in un sorriso. 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