{"id":698,"date":"2024-04-28T21:20:28","date_gmt":"2024-04-28T19:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=698"},"modified":"2024-04-28T21:20:28","modified_gmt":"2024-04-28T19:20:28","slug":"person-from-ibiza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/es\/2024\/04\/28\/person-from-ibiza\/","title":{"rendered":"PERSON FROM IBIZA"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Avete presente Super Mario, no? Che ci sono i vari livelli, dragoni, principesse, funghi&#8230; ok, <em>bueno<\/em>. Avete presente che per superare un livello bisogna andare dal punto A al punto B senza farsi ammazzare? Ecco, proprio come in Super Mario, cos\u00ec nella vita, ci sono dei sottolivelli, quelli dove prendi una botola e ti ritrovi in un mondo sommerso, con le fate e le monete d&#8217;oro, che non sono necessari per il superamento del &#8220;livello principale&#8221;, ma che in qualche modo ti arricchiscono portandoti, corpo e anima, in una dimensione nascosta dalla realt\u00e0.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Io stavo ad ascoltarla con gli <em>occhi a cuore<\/em>, mi avrebbero raccontato poi i miei compagni di corso. Lei, Erika, appena atterrata da Ibiza per insegnarci i principi della sostenibilit\u00e0 nell&#8217;agroalimentare, aveva invece deciso, sue parole, di <em>lasciarsi guidare dal flow<\/em> aprendo varchi spazio-temporali su \u03bd\u03cc\u03bc\u03bf\u03c2, agricoltura rigenerativa e sottolivelli di Super Mario.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Perch\u00e9 potete scegliere di andare da A a B e portarvi a casa il livello, oppure di perdervi da qualche parte, per un po&#8217; di tempo&#8230; per poi arrivarci lo stesso a B, magari un po&#8217; in &#8220;ritardo&#8221;, magari un po&#8217; pi\u00f9 belli.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-700cad07cfada59db3f1a4fa6cf1f1b6\" style=\"color:#12b315\">\u00c8 frutto di quello che ho dentro<\/h2>\n\n\n\n<p>Mi sono dovuto appuntare su un pezzo di cartone staccato dalla scatola del gyros di maiale i picchi e gli abissi della settimana: <em>memoria canaglia, pensavi di fregarmi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec vacillo tra le 4 ore che dividono &#8220;se non metti l&#8217;ultima noi non ce ne andiamo&#8221; da Walter Veltroni che ci introduce al 25 aprile raccontandoci di quanto il populismo sia valanga, riferendosi alla tragica storia di Donato Carretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascolto, a met\u00e0 tra l&#8217;interesse e il biasimo per non essermi concesso di dormire neanche sta volta. Ma <em>scurdammoce o&#8217;passato<\/em> che c&#8217;\u00e8 altro a cui pensare: come faccio ad accettare l&#8217;invito a pranzo da parte di Linda? Mi sento di troppo, ho paura di essere invadente, di non essere il benvenuto: glielo dico ma la sua prima risposta \u00e8 il silenzio. Cazzo, e adesso?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Voglio tornare dallo psicologo.&#8221;, le dico, mentre forse stavo semplicemente tentando di cambiare argomento.<br>&#8220;Adesso fai finta che sia io la tua psicologa&#8221;, non ci casca minimamente lei, &#8220;perch\u00e9 pensi di essere di troppo? \u00c8 dovuto ad alcuni nostri (suoi e di Isco, il suo moroso) comportamenti, o \u00e8 roba tua?&#8221;<br>Prendo quel &#8220;fai finta che sia io la tua psicologa&#8221; come una verit\u00e0 e decido di andare oltre, dove non lo so, forse in un sottolivello di Super Mario, o forse al solito vecchio &#8220;play the victim&#8221;. Mi spingo cos\u00ec tanto oltre che alla fine lo accetto pure l&#8217;invito al pranzo: <em>eroico di un Jacopo, quando la smetterai di essere cos\u00ec coraggioso? <\/em>Scopro che Linda e Isco in realt\u00e0 sono due brave persone (non che ne dubitassi veramente), tanto da lasciarmi lo scettro della cucina: cos\u00ec tartare di chianina, tuorlo impanato e ridotto con salsa di soia, albume a neve aromatizzato al curry, prezzemolo ghiacciato e scorza di limone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp-Image-2024-04-21-at-15.40.39-edited.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-700\" srcset=\"https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp-Image-2024-04-21-at-15.40.39-edited.jpeg 1600w, https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp-Image-2024-04-21-at-15.40.39-edited-300x225.jpeg 300w, https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp-Image-2024-04-21-at-15.40.39-edited-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp-Image-2024-04-21-at-15.40.39-edited-768x576.jpeg 768w, https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/WhatsApp-Image-2024-04-21-at-15.40.39-edited-1536x1152.jpeg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>E se fosse questo un sottolivello di Super Mario?<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Finisco la seduta, con la pancia piena e il portafoglio ancora integro. Mi addormento di un sonno che mi mescola le viscere tanto da farmi capitolare su una scomoda sedia sull&#8217;ala destra della sala dove Nico Conta, alias presidente della <a href=\"https:\/\/www.enricoserafino.it\/\">Enrico Serafino<\/a><a href=\"https:\/\/www.enricoserafino.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.enricoserafino.it\/\">,<\/a> esordiva dicendo: &#8220;arrivare a 90\u20ac al bicchiere \u00e8 frutto di quello che ho dentro&#8221;. Segue una sbrodolata di parole atte a tenere in piedi un castello di rimandi immaginifici, citazioni, dati, analisi di mercati lontani&#8230; il tutto a favore di una storia, la sua, e della sua professione: <em>ergo chapeau mr. Conta<\/em>, ma da laggi\u00f9, sulla destra, mancava un po&#8217; d&#8217;anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Anyway, esco di corsa, pranzo col prof di antropologia (lui l&#8217;anima ce l&#8217;ha eccome) e scopro che l&#8217;ultimo chef privato di Saddam Hussein, tra l&#8217;altro l&#8217;unico non musulmano, doveva avere un gran pelo sul petto per aver osato criticare il suo kebab. Qui s\u00ec, <em>chapeau mr. chef privato di Saddam<\/em>, dal tavolo al centro della piola \u00e8 arrivato tutto il tuo fervore. <\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo poi non \u00e8 altro che un continuo entrare e uscire dai luoghi: dalla sala conferenze alla piola, dalla piola alla classe, dalla classe alla cucina del ristorante dove lavoro&#8230; un susseguirsi di ingressi e uscite di scena che fanno del teatro un&#8217;incauta composizione itinerante. Vesto i panni del mio attore preferito, talvolta me stesso, talvolta uno dei tanti a cui rimango tossicamente affezionato, e quando, per l&#8217;ennesima volta, esordisco sul palcoscenico della scuola&#8230; colpo di scena! Un nuovo personaggio, dalle braccia tatuate e dal cappello a tesa piatta, innesca un meta-dialogo tra il me persona e il me personaggio: <br>&#8211; &#8220;finalmente!&#8221;, la persona.<br>&#8211; &#8220;finalmente!&#8221;, il personaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco inebriato dalla sua lezione, sua di lei (come direbbero gli inglesi): Erika, alta, occhi color abisso, e fare tanto <em>unconventional <\/em>da solleticare l&#8217;invidia. Esco, penso che <em>l&#8217;erasmus <\/em>a Ibiza potrebbe essere una gran cosa, cos\u00ec oso e a domanda risposta: &#8220;domattina, colazione alle 10 in stazione.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Eseguo. <\/p>\n\n\n\n<p>Passeggio all&#8217;interno del chiostro.<br>Prendo il telefono.<br>Sento Gagou. <br>Abbasso lo sguardo e un bracciale mi catapulta a Me\u0111ugorje.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Avete presente Super Mario, no? Che ci sono i vari livelli, dragoni, principesse, funghi&#8230; ok, bueno. Avete presente che per superare un livello bisogna andare dal punto A al punto B senza farsi ammazzare? 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