{"id":706,"date":"2024-05-18T20:11:12","date_gmt":"2024-05-18T18:11:12","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=706"},"modified":"2025-02-12T17:42:38","modified_gmt":"2025-02-12T16:42:38","slug":"vita-immaginaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/es\/2024\/05\/18\/vita-immaginaria\/","title":{"rendered":"VITA IMMAGINARIA"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Senza di te non ce l&#8217;avrei fatta!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Una frase rubata ad una festa, sotto la pioggia e sopra la pioggia ormai spenta in profonde pozzanghere diventate amiche.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ho scorta, pi\u00f9 che sentita, mentre Alessandro avvicinava la bocca all&#8217;orecchio di lei per dirle ci\u00f2 che durante quelle ore, giorni, settimane, forse non era riuscito a farle intendere.<\/p>\n\n\n\n<p>La musica scandiva con violenza i nostri passi, sfiancati ed entusiasti, mentre la sua presenza, in disparte, osservava: <em>incallita deformazione professionale<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Intanto un ballo: i salti che si incespicano sui fianchi dei vicini, anche loro sfiancati ed entusiasti a tal punto da essersi gi\u00e0 tolti di dosso il paradigma del controllo. Ancora un ballo e le urla a risuonare le interiora: il movimento \u00e8 viscerale e alle viscere fa ritorno. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Senza di te non ce l&#8217;avrei fatta!&#8221;, mentre noi tutti muovevamo i nostri corpi tra il ricordo, uno solo, nitido, di un particolare degli ultimi 5 giorni, e la proiezione futura al prossimo Campari. <\/p>\n\n\n\n<p>Oscillando tra le dimensioni, un <em>aqu\u00ed y ahora<\/em> si stava materializzando. <br>&#8220;Senza di te non ce l&#8217;avrei fatta!&#8221;.<br>Poi un abbraccio, prima che il vortice avrebbe fagocitato anche loro. <br>Alessandro e Alessandra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-ede73faa31bd720dcc1c7594424fbd8e\" style=\"color:#15b312\">Nodi un po&#8217; pi\u00f9 stretti<\/h2>\n\n\n\n<p>Mi ci devo mettere di impegno per ritagliarmi questo tempo di memorie e di scrittura. Sarebbe dovuto esistere gi\u00e0 una settimana, poi tre, poi due, poi un giorno fa&#8230; e invece, invece una serie di <em>s\u00ec<\/em> pronunciati in maniera distorta e poco rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 iniziato il Salone del Libro 2024.<br>\u00c8 finito il Salone del Libro 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>In mezzo, nello spazio di una riga, 10 giorni di &#8220;vacanza&#8221;. Una fuoriuscita di scena da tutte quelle strutture che pensavo di essermi costruito, ma che in realt\u00e0 mi stavano intrappolando.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vado pi\u00f9 a lezione, non vado pi\u00f9 a lavoro al ristorante. Mi dimentico della spesa e delle sessioni di workout. Rimando lavatrici e la scrittura di questi articoli. Bevo birrini praticamente tutti i giorni, rincorro ore di sonno senza la fisima del loro possesso. Rinasco distratto ed efficiente. Rinasco stanco ma forse pi\u00f9 felice.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vita immaginaria<\/em>, il titolo di questa mia terza edizione del Salone. E chi se la sarebbe mai immaginata una vita cos\u00ec? Fatta di incastri e di impegni a lungo termine. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, sfrutto l&#8217;occasione, e me ne immagino una ancora nuova, l&#8217;ennesima. Il Salone del Libro mi offre l&#8217;opportunit\u00e0 di depennare e riscrivere sopra, e cos\u00ec faccio. <\/p>\n\n\n\n<p>Il team di lavoro \u00e8 di quelli ormai rodati. I nodi che si intersecano tra le persone sedute in ufficio si fanno sempre pi\u00f9 stretti, e magari anche un po&#8217; pi\u00f9 radi: l&#8217;inversamente proporzionale detta legge sull&#8217;inconfessionabile dicotomia <em>qualit\u00e0\/quantit\u00e0. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I primi giorni rispondono di una sospettosa lentezza, controbilanciata da una necessaria evasione quando i computer si chiudono e ci si dedica al <em>sociale. <\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>&#8220;Ho fatto pip\u00ec in due come fanno le ragazze!&#8221;<\/em>, <em> <\/em>avrebbe urlato un giovane ragazzino di ritorno a casa dalla mamma, mentre lei lo attendeva nervosa e impaziente sul balcone affacciato sulla strada.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La storia si ripete, quando al mattino la faccia gonfia e gli occhi pesanti rivelano un ingannevole pentimento: acqua e caff\u00e8, e l&#8217;insostenibile leggerezza della performance. <\/p>\n\n\n\n<p>La <em>To Do List<\/em> si gonfia e si svuota come il mare quando sopraggiunge la marea. <br>A ciascuno la propria, di marea. <br>La mia si riempie di tensione mentre sfiata una sconosciuta gratitudine: <em>&#8220;devo dimostrare&#8221;<\/em>, rintano nel pensiero, <em>&#8220;sono contento per loro&#8221;<\/em>, condivido con Salvini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il flipper di una routine nuova e incandescente fa s\u00ec che tutti sbattano contro le parenti rimbalzanti, che tutti peschino il cartellino BAR e che caschino inesorabilmente tra i braccetti troppo corti per un salvataggio in extremis. La molla intanto avr\u00e0 gi\u00e0 risputato la pallina: <em>altro giro altra corsa<\/em>, ed \u00e8 quasi gi\u00e0 il quinto giorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Rallentano le cene e aumentano gli aperitivi. La tensione lascia il men\u00f9 fisso, trasformandosi in contorno, pronto a sfamare gli ultimi languorini. <\/p>\n\n\n\n<p>Io commetto un errore: mi mortifico e mi colpevolizzo. Ma il team di lavoro \u00e8 di quelli ormai rodati e i nodi, quelli pi\u00f9 stretti, servono proprio a questo: a tenere insieme i pezzi. <\/p>\n\n\n\n<p>Il prosecco sulla Pista500 arriva che sembra di non averlo poi sudato abbastanza. Ma <em>ciccia, <\/em>abbassiamo il volume delle radio, e sfidiamo la sorte provando a goderne il <em>retrolfatto agrumato. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per sbaglio finisco tra gli stand del Salone: c&#8217;\u00e8 vita dopo l&#8217;auditorium. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>&#8220;Il lascito di Freud sulla malinconia ci riporta ad un piacevole ricordo, e alla nostra incapacit\u00e0 di lasciarlo andare&#8221;.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il deejay sfuma l&#8217;entusiasmo con la malinconia, e un libro violenta il mio respiro urlandomi negli occhi che tutto questo sarebbe presto finito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una pennichella nell&#8217;area di quiete. L&#8217;ennesimo vino naturale e un pensiero a quella ragazza proveniente da Lisbona.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>&#8220;\u00c8 tutto cos\u00ec <em>iper&#8230; ipersprecato, ipercommercializzato, iperprodotto&#8230;.<\/em> &#8220;<br>&#8220;E tu? Come ti fa sentire questo sguardo dall&#8217;interno?&#8221;<br>&#8220;&#8230; spaventata.&#8221; <\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La guardo, e sorrido. Non ha detto &#8220;male&#8221;, non ha detto &#8220;bene&#8221;, non ha detto &#8220;non lo so&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi la festa. Quella ufficiale. Buona per dimenticarsi del caleidoscopico giro di giostra che \u00e8 il Salone. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si sta svegli finch\u00e9 non muore la speranza, maledetta stronza.&#8221;, ma poi il sonno prende il sopravvento e ci si dimentica di essere rimasti fino alle 5 del mattino a parlare di chiss\u00e0 poi che cosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Noi, nodi un po&#8217; pi\u00f9 stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>Che da domani si ritorna a quella vita fatta di incastri, scadenze e impegni presi a lungo termine. <br>Spero di aver perso il controllo. <br>Quest&#8217;ennesima <em>vita immaginaria<\/em> \u00e8 molto pi\u00f9 bella, molto pi\u00f9 stancante, molto pi\u00f9 piena. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Senza di te non ce l&#8217;avrei fatta!&#8221; Una frase rubata ad una festa, sotto la pioggia e sopra la pioggia ormai spenta in profonde pozzanghere diventate amiche. 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