{"id":1402,"date":"2025-03-12T11:43:46","date_gmt":"2025-03-12T10:43:46","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=1402"},"modified":"2025-03-12T11:43:47","modified_gmt":"2025-03-12T10:43:47","slug":"sui-tetti-di-valencia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/fr\/2025\/03\/12\/sui-tetti-di-valencia\/","title":{"rendered":"SUR LES TOITS DE VALENCE"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Porrito en la terraza?&#8221;, avevo fornito l&#8217;assist a fine serata.<br>&#8220;Si, claro&#8221;, Thibault senza esitazione.<br>&#8220;Vale vale&#8221;, a ruota Gobi. <br>Ascensore fino al sedicesimo e poi ancora un piano a piedi. <br>Tutto intorno a noi, la notte di Valencia fingeva di dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Do you know that when I&#8217;m here, or on the mountain, or anywhere high, I see things from a different point of view? Like, detached, from above\u2026&#8221;, si era sovrapposto a Thibault a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DOIizxW0X_w\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DOIizxW0X_w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Empireo Risolti di Marco Castello.<\/a><br>Mi alzai anch&#8217;io per affacciarmi su Avenida de Catalunya.<br><em>&#8220;<\/em>You know,&#8221; provo a mettere a fuoco il concetto, &#8220;when I lived in the Netherlands, I used to ask people how the landscape affected their mentality.&#8221;<br>Lo sguardo di Thibault sembrava dirmi: <em>&#8220;Non sto capendo, ma prosegui.&#8221;<\/em><br>&#8220;Yeah, because imagine being born there, in the Netherlands. Around you, only flatness. And the limit of the horizon\u2014I mean, the reason why you can&#8217;t see further\u2014is in yourself, in your sight. You know what I mean? Like, I&#8217;m from Turin, I&#8217;m surrounded by mountains: so the reason why I cannot see further is the mountains themselves\u2014there\u2019s an external obstacle between me and the unknown. While for Dutch people, the obstacle is in their own sight. That\u2019s maybe why, culturally, they are so open, so projected toward the future: because they just need to overcome themselves. If they step forward, they can see a bit more of the horizon, and then more and more&#8230; If I step forward, I&#8217;ll just see a bigger mountain\u2014and so, a bigger obstacle.&#8221;<br>Pausa.<br>&#8220;I don&#8217;t know if I explained myself&#8230; but yeah, I do believe that our mentality is affected by our surroundings.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Fine del viaggio.<br>Fine del pippone.<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo Marco Castello, e noi tre affacciati sui tetti di Valencia a pensare a quale regista avrebbe meglio rappresentato quella scena. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">DI SILENZIO E DI CONTATTO<\/h2>\n\n\n\n<p>&#8220;Dall&#8217;altra parte del Turia c&#8217;\u00e8 il parco Real: ci sono le voliere, i pavoni, e se non sbaglio c&#8217;\u00e8 anche un cigno nero&#8221;, riconoscendo i miei limiti da guida turistica quando si fuoriusciva dal campo enogastronomico. <\/p>\n\n\n\n<p>La mia famiglia \u00e8 venuta a trovarmi a Valencia. Una cospicua delegazione di 7, tra parenti congeniti e acquisiti, \u00e8 montata su un aereo per fuggire dall&#8217;inaspettato sole di Torino. La mamon, il babbo, Rebe, Rich, zio, zia e Marina: mezzo secolo intergenerazionale di stomaci, palati, occhi e gambe avvezzi all&#8217;esplorazione. <br>4 giorni e briciole per riprendere da dove ci s&#8217;era interrotti: ossia dagli abbracci. <br>Perch\u00e9 quando mi chiedono della mia famiglia fatico a parlarne in termini di identificazioni marmoree: la mia famiglia non ha passioni definite, definizioni professionali o marchi da lasciare in eredit\u00e0. Non ci sono musicisti in famiglia. Non ci sono artisti. Non ci sono avvocati, medici, agricoltori. Non ci sono tossici, divorzi, scandali. Non ci sono lontananze, le vacanze dai parenti di gi\u00f9, viaggi <em>comandati.<\/em> Non ci sono assidue frequentazioni n\u00e9 vertiginose assenze. Non ci sono case di propriet\u00e0, eredit\u00e0 fortunose, debiti infausti. Non c&#8217;\u00e8 niente di appetibile per la trama di un romanzo. <br>La mia famiglia \u00e8 l&#8217;elogio della normalit\u00e0.<br>E di questa normalit\u00e0, che tutto setaccia fino all&#8217;osso scarno delle cose, non rimangono che gli abbracci. Persino le parole diventano superflue. <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">Solo gli abbracci: dei lunghi e caldi momenti di silenzio e di contatto.<\/mark> Cos\u00ec, appena sono entrato nel loro Airbnb nel cuore di <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Ruzafa\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Russafa,<\/a> siamo rimasti in silenzio, lasciandoci respirare a quattro polmoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi chilometri a piedi sballotati tra la fretta di mostrar loro la &#8220;via Valencia&#8221;, i miei bar, la mia casa, i miei mercati; e il senso del dovere di mostrar loro la &#8220;Valencia di tutt&#8221;: quella delle principali attrazioni turistiche e degli scenari venuti bene in foto. Fosse per me gli avrei portati pure ad <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/electropura_club\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ELECTROPURA,<\/a> una <em>bar torcido<\/em> dalla struttura a spirale che ti risucchia, ti mastica e ti risputa mentre intanto tu pensi semplicemente di stare solo ballando. Ma i miei neanche trent&#8217;anni non trovano <em>compa\u00f1eros<\/em> devoti all&#8217;esagerazione. Meglio cos\u00ec: questa tripla vita \u00e8 insostenibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Sabato mattina mi sveglio lungo, e di <em>resaca <\/em>mi trascino a lavoro: vorrei dell&#8217;acqua, ma le mie scelte professionali mi hanno indotto a diventare <em>catador<\/em> e tra le 11 e le 13 ho gi\u00e0 assaggiato, respirato e gustato 6 bicchieri di vino. <br>Bevo un caff\u00e8 come fosse una doppia seduta dallo psicologo: <em>sistemer\u00e0 tutto, <\/em>mi convinco.<br>Con le nuvole a farmi fare brutta figura, monto in bici e raggiungo la mia famiglia al <a href=\"https:\/\/barelpatio.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bar El Patio,<\/a> un posto suggeritomi da una mia collega e approvatissimo da Bacco, Dioniso o a chiunque sia devota sua maest\u00e0 <em>La Lussuria.<\/em> Da l\u00ec, ci muoviamo verso il Turia, questo ricordo di fiume tramutatosi in parco di serpente, ma l&#8217;indecisione sul da farsi ci porta a scansare la grande impresa di guadarlo, ripiegando su un pi\u00f9 modesto parco Real.<\/p>\n\n\n\n<p>Per prime le tortore: &#8220;ogni volta che le sento, mi ritorna in mente <a href=\"https:\/\/maps.app.goo.gl\/YJ3ckNxo58yrS4Ns8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Spigno<\/a>&#8220;, commento a voce alta.<br>&#8220;Eh gi\u00e0&#8221;, dice la mamon.<br>&#8220;Pensavo lo stesso&#8221;, chiude babbo. <br>Spigno, per gli amici, Spigno Monferrato, sui documenti officiali. Paese natio di nonna, \u00e8 stato per anni il luogo dove tutta la famiglia (nonni, zii, cugini&#8230;) si ritrovava d&#8217;estate. Dei ricordi vividi mi riconducono a quel paesino di poche centinaia di abitanti: le passate di pomodoro fatte in cortile, le more al giardino dei Nani, la festa con la lotteria di settembre, la chiesa la domenica, l&#8217;odore di umido e di salame, e il canto mattutino e regolare delle tortore. Istantanee di un posto ormai abbandonato, sepolto sotto la polvere che si lascia dietro la vorace modernit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>E dopo le tortore i pavoni.<br>&#8220;Magari sono gay&#8221;, inveisce Marina delusa dal fatto che nessun pavone l&#8217;avesse omaggiata di una ruota.<br>Ridiamo. E la prendiamo un po&#8217; in giro. Perch\u00e9 ciascun sistema si fonda su un equilibrio, e lo <em>sfott\u00f2<\/em> ne rappresenta la controprova fisico-scientifica: &#8220;ad ogni sfott\u00f2 corrisponde una reazione uguale e contraria di una forma d&#8217;amore, per incapacit\u00e0, inespressa&#8221;, scriverebbe Gio Evan su un pizzino di carta.<\/p>\n\n\n\n<p>E prima del cigno nero, la voliera con canarini, pappagalli e tantissimi altri piccoli uccelli che il mio Atlante degli Animali di quando ero piccolo non aveva osato insegnarmi. <br>Marina li rincorre.<br>Lo zio la guarda, seduto su una panchina.<br>Babbo e Rebe li osservano vicini.<br>Rich si trattiene a stento da sferrare battute.<br>La zia si riposa, un po&#8217; in disparte.<br>Mentre la mamon parla, fischia e tesse un legame <em>\u03b1-lessico<\/em> (ossia privo di parole) con un uccellino che la mia ignoranza definirebbe scientificamente un pappagallino. Io, alle sue spalle, le rubo una fotografia e, meravigliato, mi sforzo di non voler capire. Per qualche secondo ci riesco, fino a quando il genere <em>Homo<\/em> mi impone una spiegazione, e sereno mi dico: &#8220;sono proprio suo figlio.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro giorni poi, sono passati in fretta.<br>E i saluti si trasformano cos\u00ec, in un&#8217;altra scusa per abbracciarsi.<br>&#8220;Fai il bravo&#8221;, mi fa il babbo stringendomi nel suo corpo rassicurante, &#8220;fai il bravo, ma non troppo&#8221;, aggiunge, riconoscendomi quella libert\u00e0 che mi ha reso ci\u00f2 che sono, e che un giorno di tanti anni fa, confusi con la felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;<br><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color\">Adesso dei lunghi e caldi momenti di silenzio e di contatto.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><br> <\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Porrito en la terraza?&#8221;, avevo fornito l&#8217;assist a fine serata.&#8220;Si, claro&#8221;, Thibault senza esitazione.&#8220;Vale vale&#8221;, a ruota Gobi. 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