{"id":292,"date":"2023-06-30T16:00:12","date_gmt":"2023-06-30T14:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/verynormalguy.wordpress.com\/?p=292"},"modified":"2023-07-31T13:58:45","modified_gmt":"2023-07-31T11:58:45","slug":"tell-me-why","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/fr\/2023\/06\/30\/tell-me-why\/","title":{"rendered":"TELL ME WHY"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;You know what I&#8217;m missing?&#8221;, avevo chiesto a Joanna dopo averla intortata con le mie solite paturnie esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tell me.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;I&#8217;m missing <em>why.<\/em> I&#8217;m not looking anymore for <em>what, <\/em>actually I don&#8217;t care about <em>what.<\/em> I saw, and I&#8217;m still seeing myself doing anything, and it&#8217;s ok. But right now, what I need is <em>why: why<\/em> am I doing this? <em>Why <\/em>am I going there? You know, I&#8217;m missing the purpose. I&#8217;m moving from a place to another, doing whatever, but <em>why?<\/em>&#8220;, e avrei potuto continuare a mettere insieme parole intervallate da <em>why, purpose, existence, self-realization <\/em>bla bla bla, al solo fine di essere compreso nella mia illusoria unicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Joanna ascoltava. Poi era il suo turno, molto pi\u00f9 spesso di quanto non fosse il mio, e io guidavo, costringendo la mia attenzione a polarizzarsi tra le sue parole e la strada.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-primary-color has-text-color\">Per le scuse: prego, da questa parte<\/h2>\n\n\n\n<p>&#8220;Human relationships, job, place. While I was driving to pick you up at the train station I thought: <em>&#8220;Look! Now you&#8217;re gonna see Joanna and Afrodite. Few days ago Giulia and Gago\u00f9 came to visit you. There is Giulio in USA. All my friends here in Turin. You are lucky man!&#8221;<\/em>. See, I don&#8217;t feel the need of meeting new people anymore, I wanna enjoy who&#8217;s arleady there. I wanna value our relationships.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Era iniziato cos\u00ec il viaggio mio e di Joanna verso Firenze, dove ad attenderci ci sarebbe stata Afrodite (better known as <em>Fruu<\/em>). <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Oh it&#8217;s so interesting Jacopo. I can totally relate with what you&#8217;re saying. Do you think that this means becoming adults?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Joanna era cos\u00ec: l&#8217;entusiasmo di una bambina viziata per la prima volta a Disneyland, e le domande di chi padroneggia la rarissima arte dell&#8217;ascolto. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Maybe Jo, I don&#8217;t know. I don&#8217;t know.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>E mi ci sarei abituato, forse anche un po&#8217; adagiato, all&#8217;uso di quelle parole. <\/p>\n\n\n\n<p>Rapporti umani, lavoro e luogo: queste erano le mie priorit\u00e0, anzi le priorit\u00e0 del mio cervello, il quale non sentiva pi\u00f9 il bisogno di scappare e ogni volta, cos\u00ec, di azzerarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Volevo godere delle persone che avevo intorno. Godere di tutto ci\u00f2 che di bello il viaggio mi aveva donato. Volevo fare un qualcosa di mio, smettere di alimentare i sogni altrui, finalmente approfondire e riuscire a dire &#8220;no&#8221; al diverso. Volevo ospitare: non dovermi pi\u00f9 muovere, adattarmi a delle camerate comuni o a delle tende condivise. Volevo un posto nel quale esistere anche come estensione della mia persona: dove i vinili e i bicchieri di Pastis si sarebbero confusi con i libri e i cuscini lasciati sparsi tra un&#8217;intenzione e il sorgere di un&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero salito in macchina gi\u00e0 stanco: la tenuta in Toscana, la Grecia, il Salone del Libro. Tantissima gente, diverse amicizie, alcuni baci, lacrime, ricordi, emozioni, silenzi&#8230; sempre le solite storie, sempre cos\u00ec uguali da diventare un&#8217;ossessione. <\/p>\n\n\n\n<p>E mentre Joanna ascoltava e muoveva le mani in segno di approvazione, sentivo che ci\u00f2 che stavo andando a fare sarebbe stato di certo una gran figata, anche se lontano da tutto ci\u00f2 che provavo in quel momento. <\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>trainer<\/em> per uno <em>Youth Exchange<\/em>. Ovvero una figura educativa che per 10 giorni avrebbe supportato e creato i presupposti per un&#8217;esperienza di scambio internazionale di 50 ragazz* provenienti da tutto il mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Io, che pensavo di voler fare il contadino. O al massimo lo scrittore. Alle volte anche il bartender. E perch\u00e9 no, pure il giornalista. <\/p>\n\n\n\n<p>Intanto Afrodite era salita in macchina dopo aver pazientemente aspettato che io e Joanna avessimo messo qualcosa tra i denti alla solita uscita di Barberino del Mugello. <\/p>\n\n\n\n<p>Perugia poi era stata una diapositiva interessante, ma pur sempre sfuggevole, delle serate di una volta, quando gli zii tornavano dalle vacanze e ci si ritrovava sfacciatamente disinteressati ad ascoltare i racconti di quel posto esotico che era la riviera romagnola. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/associazionekora.it\/resources\/visit-the-farm\/?lang=it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">La Buona Terra.<\/a> Questo era il nome dell&#8217;incantevole luogo che ci avrebbe ospitato per i successivi 10 giorni. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si inizia. Non prima per\u00f2 aver conosciuto Daniele, Rokas, Santhiago, Denish e Helena: altri nomi, facce, storie da stampare nella memoria gi\u00e0 sovraffollata. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo giorno \u00e8 stato un traballante ping-pong tra me e Joanna, con Fruu impegnata felicemente in cucina (ancora non sapeva ci\u00f2 che l&#8217;aspettava). Jo che introduce il programma, io che faccio il <em>the community circle, <\/em>Jo che spiega chi, dove, come, perch\u00e9, io che rischio lo <em>speed dating.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Parlare davanti a una cinquantina di ragazz* tra i 18 e i 30 anni, di qualcosa che non fosse calcio non mi era mai capitato. Figurarsi in inglese. Figurarsi se poi devo farli connettere, abbracciare, giocare, piangere, sfogarsi, ballare&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Jo I&#8217;ve no clue about what I should do: I&#8217;ve never done something like this&#8230;&#8221;, e gi\u00e0 dalla prima serata di de-brief, iniziavo con le scuse. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non lo so fare. Non l&#8217;ho mai fatto. Mi avevi detto che avrei dovuto fare il driver. Sento la pressione.&#8221;, questo il mio dialogo interiore, cos\u00ec, tanto per mettere le mani avanti in caso di fallimento. <br>&#8220;Non lo so fare. Non l&#8217;ho mai fatto. Mi avevi detto che avrei dovuto fare la cuoca. Sento la pressione.&#8221;, questo il dialogo interiore di Fruu, migliore amica dell&#8217;ansia, che di <em>training and mentoring<\/em> non aveva alcuna esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;I hear you.&#8221;, era solita rispondere Joanna, facendoci a tratti credere che neanche ci stesse ascoltando.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec avanti per giorni. <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>9:00 &#8211; 10:00: colazione + riunione con Joanna<\/li>\n\n\n\n<li>10:30 &#8211; 11:00: <em>morning with Jacopo <\/em>(il mio temuto momento di introduzione spirituale alla giornata)<\/li>\n\n\n\n<li>11:00 &#8211; 13:00: perso tra le file del Lidl e gli innumerevoli tentativi di ottenere una fattura per partita IVA bulgara (io che manco so cosa sia una fattura&#8230;)<\/li>\n\n\n\n<li>13:00 &#8211; 15:00: pranzo vegano, che poi tanto il corpo si ribella<\/li>\n\n\n\n<li>15:00 &#8211; 19:00: &#8211; &#8220;E mo&#8217; che faccio? un po&#8217; di sport dai&#8230; osserva stronzo! Sei qua per lavorare! Jo, hai bisogno? Fruu, ti serve una mano in cucina? Prendi la chitarra che \u00e8 una vita che non suoni, o finirai per farne l&#8217;ennesimo capriccio iniziato e mai portato a termine della tua esistenza, anch&#8217;essa iniziata e non ancora portata a termine.&#8221; <br>&#8211; &#8220;E ci credo, sono vivo!&#8221; <br>&#8211; &#8220;Stai zitto, e suona! Che tanto nessuno parla con te: power dynamics something something&#8221; <br>&#8211; &#8220;Ancora? Di nuovo sta storia della gente intimorita bla bla bla&#8230;?&#8221;<br>&#8211; &#8220;S\u00ec ancora. Ora suona che alle nacchere piace, anche se tu non lo sai, perch\u00e9 ti stanno a guardare dalle finestre in alto.&#8221;<\/li>\n\n\n\n<li>Fine del dialogo interiore<\/li>\n\n\n\n<li>19:00 &#8211; 20:00: cena vegana, of course man<\/li>\n\n\n\n<li>Serata: de-briefing e qualche birrino<\/li>\n\n\n\n<li>Fine della giornata<\/li>\n\n\n\n<li>Fine delle tensioni<\/li>\n\n\n\n<li>Fine delle scuse<\/li>\n\n\n\n<li>Fine di Jo che si carica sulle spalle il progetto, le mie lamentele, le paure di Fruu, s\u00e9 stessa stanca ma forte come un toro<\/li>\n\n\n\n<li>Fine<\/li>\n\n\n\n<li>per ora<\/li>\n<\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;You know what I&#8217;m missing?&#8221;, avevo chiesto a Joanna dopo averla intortata con le mie solite paturnie esistenziali. &#8220;Tell me.&#8221; &#8220;I&#8217;m missing why. I&#8217;m not looking anymore for what, actually I don&#8217;t care about what. I saw, and I&#8217;m still seeing myself doing anything, and it&#8217;s ok. 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