{"id":713,"date":"2024-05-29T08:23:36","date_gmt":"2024-05-29T06:23:36","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=713"},"modified":"2024-05-29T08:23:36","modified_gmt":"2024-05-29T06:23:36","slug":"lultimo-spasmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/fr\/2024\/05\/29\/lultimo-spasmo\/","title":{"rendered":"L&#8217;ULTIMO SPASMO"},"content":{"rendered":"<p>Poco prima: Adele a me.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tu l&#8217;hai conosciuto Pietro?&#8221;<br>&#8220;Chi?&#8221;<br>&#8220;Pietro, il nuovo ragazzo della sala&#8230;&#8221;, e via con parole taglienti, non curanti del pericolo vista la maestria nel maneggiare lame. &#8220;&#8230; quello giovane, alto, con l&#8217;orecchino. Quello che parla un sacco. Oddio quanto parla.&#8221;<br>&#8220;Abbiamo un altro Simo?&#8221;<br>&#8220;Un altro Simo, esatto. Pensa che oggi al turno di pranzo, stavo mangiando l\u00ec sulla mensola, quando mi si \u00e8 avvicinato: <em>&lt;&lt;ma tu sei figlia unica? No perch\u00e9 io ho un fratello pi\u00f9 grande, ma non andiamo molto d&#8217;accordo.<\/em>>> e non la smetteva di raccontarmi della sua vita, la sua famiglia, i suoi genitori&#8230; Io cos\u00ec! Posso mangiare?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo, io a Morty<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Have you met this guy, Pietro? It seems that we&#8217;ve another Simo&#8230;&#8221;, forse io, forse cercando consensi.<br>&#8220;Oh no man, but you know, I don&#8217;t care.&#8221;<br>&#8220;What do you mean?&#8221;<br>&#8220;I&#8217;m not like you guys&#8221;, eccola la vera lama, &#8220;I don&#8217;t wanna judge. I&#8217;ve never met this guy, I know that I will. Nothing else to say. Can I play a song?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>E Morty avrebbe continuato a parlare come se niente fosse. Come se quella lama non l&#8217;avesse mai sfilata dalla faretra. Perch\u00e9 d&#8217;altro canto era normale che io e Adele stessimo giudicando, e lo era altrettanto che Morty, quel giudizio, lo rendesse reale. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono colpito, e ho sentito dolore. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-611bab43219e5c974eb380bbc340c1d9\" style=\"color:#15b312\">La ragazza dai capelli ricci e scuri<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;orologio del computer segna le 6:46. <br>Quello del telefono le 7:46. <br>Sono certo che il secondo abbia ragione e che il primo stia manifestando i primi segnali di cedimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Ho aperto gli occhi anticipando la sveglia di quasi un&#8217;ora, e non per fare i soliti addominali. Mi sono svegliato eccitato, con un erezione imperitura, dopo aver sognato di fare del gran sesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Io, e un centro commerciale adibito a luogo per ospitare eventi. Sesso.<br>Io, e la casa dove abitavo prima in piazza Carducci. Sesso.<br>Io, e questa ragazza dai capelli ricci e scuri, il cui volto non ricordo: una trasposizione intellettuale di uno spirito animalesco, creatasi nel sogno e attraverso il sogno giunta ai fianchi del monte libido. <\/p>\n\n\n\n<p>Ho memoria, pi\u00f9 fisica che dell&#8217;altrove, di un sesso famelico e un incedere incauto. Mai come nella cornice di questa notte mi sono sentito cos\u00ec sicuro. <br>L&#8217;ambizione divenuta richiesta.<br>Il desiderio manifestazione. <br>Il gesto gesto, e non tutti quei significati che <em>immelmano<\/em> l&#8217;acqua fino a impedirne lo scorrimento a valle. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono svegliato con l&#8217;idea di mettermi a scrivere e le mani nelle mutande. <em>Cosa me ne faccio allora di ste mani?<\/em> <em>Devo prendere una decisione, e devo farlo nel mondo reale, l\u00e0 dove pesa, l\u00e0 dove vivo circospetto e punzecchiato dagli aculei dei miei sensi di colpa. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lei intanto, la ragazza dai capelli ricci e scuri, fiammeggiava sul mio corpo. Proprio l\u00ec, nell&#8217;angolo del salotto, dove sapevamo entrambi che ci avrebbero visti, ci sentivamo comunque al sicuro. <br>Il suo ventre che baciava il mio mentre le cosce si incastravano tra i sudori degli spasmi. Il mio pene solido e felice, riscaldato dal suo abbraccio bagnato. Le mani che non erano pi\u00f9 mani. Le braccia che non erano pi\u00f9 braccia. Solo il desiderio di lacerarle la schiena, e farla a brandelli, per renderla ancora pi\u00f9 mia, ancora pi\u00f9 sua. Con la stessa violenza unire i volti: fronte a fronte, naso a naso. Con le mia dita a strizzarle i capelli, e le sue a perforami il cranio. Come se quell&#8217;ingresso, nascosto tra le nostre gambe, non bastasse a conoscerci, come se volessimo penetrarci nei e attraverso i corpi tutti. Occhi negli occhi. Saliva nella saliva. Petto nel petto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il sogno mi offriva il punto di vista dell&#8217;angolo apposto del salotto dal pavimento di marmo. I contorni del mio corpo bruciato e la sua schiena solcata da una linea perfetta. <\/p>\n\n\n\n<p>Un rituale violento e doveroso: l&#8217;unico attraverso il quale saremmo stati in grado di dirci addio. <\/p>\n\n\n\n<p>Osservavo e intanto godevo. <br>Un punto di vista privilegiato, quello del metateatro. Quello della <em>metavita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E mentre poco prima sognavo di rubare alla notte una fotografia di stelle, e un uomo dalla stazza ingombrante mi chiedeva perch\u00e9 non aspettassi l&#8217;alba, sventravo la ragazza dai capelli ricci e scuri con un ultimo orgasmo, prima che entrambi ci sciogliessimo cenere e di noi non restasse che il fumo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco prima: Adele a me. &#8220;Tu l&#8217;hai conosciuto Pietro?&#8221;&#8220;Chi?&#8221;&#8220;Pietro, il nuovo ragazzo della sala&#8230;&#8221;, e via con parole taglienti, non curanti del pericolo vista la maestria nel maneggiare lame. &#8220;&#8230; quello giovane, alto, con l&#8217;orecchino. Quello che parla un sacco. Oddio quanto parla.&#8221;&#8220;Abbiamo un altro Simo?&#8221;&#8220;Un altro Simo, esatto. 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