{"id":731,"date":"2024-06-30T09:12:13","date_gmt":"2024-06-30T07:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=731"},"modified":"2025-04-15T11:28:32","modified_gmt":"2025-04-15T09:28:32","slug":"osata-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/fr\/2024\/06\/30\/osata-felicita\/","title":{"rendered":"OSATA FELICIT\u00c0"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;I love your way of speaking! It&#8217;s easy for me to get your words.&#8221;, mi aveva sorpreso Morty alle spalle mentre tagliavo ipnoticamente una cassa di picadilly. <br>&#8220;What? What do you mean?&#8221;, io, solo dopo aver inquadrato la scena.<br>&#8220;Yeah, I mean, it seems that you really care about communication. You don&#8217;t pick words randomly. And also the sound, it sounds easy to my ears.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>E che gli potevo rispondere a Morty?<br>Come potevo confessargli quanto fossi affezionato alla parola?<\/p>\n\n\n\n<p>Non dissi niente: un po&#8217; imbarazzato, un po&#8217; orgoglioso. Quasi come se quel silenzio fosse la parola pi\u00f9 giusta in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-23058877a417d4d6f392bdf9b76f8d66\" style=\"color:#12b315\">Non \u00e8 tutto buio<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 tornato La Julienne. Una visita di due giorni prima di rimettersi in viaggio: questa volta a decine di migliaia di chilometri di distanza. <\/p>\n\n\n\n<p>Prima ancora che ci rivedessimo gi\u00e0 gli avevo detto di quanto mi sembrasse strano, e con strano forse intendevo che mi spaventasse, il fatto che saremmo stati cos\u00ec lontani, cos\u00ec a lungo.<br>Poi ha ordinato una pita vegetariana e il vederlo seduto nel dehor dalla finestrella della cucina mi ha scaraventato nel presente: lui c&#8217;\u00e8, io ci sono, il resto&#8230; \u00e8 solo il resto.<\/p>\n\n\n\n<p>Superata la barriera della vetrina del ristorante, io sembravo Mister e lui la Lucy. Mister, il mio cane, diffidente, cauto, solitario. Lucy, il suo, estroverso, coccolone, frizzante. <br>Quando mi vede si alza dal tavolo, mi abbraccia, poi mi guarda e mi riabbraccia: io dal basso dei miei centimetri ricambio, contento di surfare quell&#8217;onda di felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il mercato, la cena dai miei, una notte in Vanchiglia a bere whiskey sour io, nulla lui e Chartreuse gli altri. Maurino, Claudietto e Gianluca, ecco gli altri: una rappresentanza regionale di accenti e aneddoti cos\u00ec disparati da sembrare trama nel patchwork dei nostri tessuti. <br>Una panzanella a sostituire il pi\u00f9 classico dei <em>pastini <\/em>post serata e &#8220;ma quanto cazzo sono marroni sti cani?&#8221;, avrebbe sparato Claudietto su tutti noi intenti a sbranare lo sbranabile, mentre Bullo e Ura ci guardavano speranzosi di essere nostri amici.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte si sarebbe mangiata il mattino e la domenica esige solamente svacco e cibo: pastino pesto, quello buono strappato in fotofinish dal palato di Looka, e fagiolini, <em>arepasconqueso<\/em>, abilmente vendutomi da un commerciante di Porta Palazzo, formaggi, vini, verdurine e ancora vini.<br>Un salto al Parco Dora, che la Mole Antonelliana la puoi vedere anche dietro i 2 centesimi e i saluti finali sanciti dal pi\u00f9 classico dei &#8220;<em>sentimose&#8221;. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per cena <em>signora pigrizia<\/em> aveva deciso di sedersi al nostro tavolo, cos\u00ec prenoto dai miei che per loro qualche coperto significa un buon pretesto per un abbraccio. Di ritorno in metropolitana avrei potuto dormire o piangere, e se Torino fosse stata grande come Roma forse avrei fatto entrambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Col buio il ticchettio del tempo che passa si fa sempre pi\u00f9 intenso e io e La Julienne non ci eravamo ancora <em>messi a sedere.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>mettersi a sedere<\/strong> v. intr. [dal tosc. decl. in forma riflessiva] &#8211; fermare il tempo e lo spazio per dedicarsi all&#8217;altro<\/p>\n<cite>Dal Vocabolario secondo Lag<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>&#8220;E allora?&#8221;, avrebbe quindi domandato il pi\u00f9 coraggioso dei due.<br>&#8220;Allora che?&#8221;, avrebbe cos\u00ec risposto il &#8220;pi\u00f9&#8221; <em>naive.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una candela, un bicchiere di whiskey, una domanda: come stai?<br>E via con la solita fiumana di parole che ora che le scrivo gi\u00e0 mi mancano. La Julienne sapeva ascoltare e sapeva ascoltarsi e questo era quello che pi\u00f9 amavo di lui: s\u00ec perch\u00e9 sapeva farlo senza giudicare, e quando manca quel filtro di incasellamento e comprensione ecco che \u00e8 come se il dialogo (da <em>di &#8211; <\/em>&#8220;separato&#8221;, <em>logos &#8211; &#8220;<\/em>discorso&#8221;) diventasse uno, diventasse monologo, tra te e te stesso: tra te e lo specchio. <\/p>\n\n\n\n<p>E mentre gli vomitavo addosso le difficolt\u00e0 degli ultimi mesi: la citt\u00e0, la solitudine, il rifiuto, l&#8217;ego&#8230; mentre facevo un resoconto fallato dall&#8217;incomprensione&#8230; tra tutte quelle parole ero riuscito a infilare il cibo: ossia il mezzo attraverso il quale mi connetto col mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Un giorno mentre ero a lavoro a tagliare la Feta, assolutamente sovrappensiero: sai quei momenti dove sei quasi ipnotizzato dalla ritualit\u00e0 dei gesti. In quel momento mi sono voltato verso Mory e gli ho detto: <em>&#8220;Man, I know what is happiness for me!&#8221;<\/em>, poi una pausa e il tempo di realizzare che mi stavo dando il permesso di stare bene, che mi stavo condannando ad un&#8217;alternativa. <br>Mi fermo.<br>Proseguo: <em>&#8220;It&#8217;s gathering with my friends around a table.&#8221;<\/em>., avrei cos\u00ec osato raccontargli, felice di quella scoperta.<br>E Lag, sdraiato a letto, che se avesse avuto 100 occhi e 200 orecchie le avrebbe dedicate tutte a quel momento, che se avesse avuto 100 cuori avrebbero battuto tutti al medesimo ritmo, Lag lo sentiva che in mezzo a quel fare esperienza della vita c&#8217;era del buono: &#8220;Banalmente me ne sono accorto quando in macchina ti sei ricordato del mais.&#8221;, avrebbe risposto, &#8220;Io pensavo a tutt&#8217;altro: guardavo la citt\u00e0, la gente. Ma quant&#8217;\u00e8 bella la gente? Ma poi, quanti siamo? Comunque in quel momento, quando tu hai detto del mais, ho sorriso&#8230; Non \u00e8 tutto buio Lam. Non \u00e8 tutto buio.&#8221;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I love your way of speaking! It&#8217;s easy for me to get your words.&#8221;, mi aveva sorpreso Morty alle spalle mentre tagliavo ipnoticamente una cassa di picadilly. &#8220;What? What do you mean?&#8221;, io, solo dopo aver inquadrato la scena.&#8220;Yeah, I mean, it seems that you really care about communication. You don&#8217;t pick words randomly. 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