{"id":783,"date":"2024-08-08T10:00:03","date_gmt":"2024-08-08T08:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=783"},"modified":"2024-08-08T10:00:57","modified_gmt":"2024-08-08T08:00:57","slug":"la-nonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/fr\/2024\/08\/08\/la-nonna\/","title":{"rendered":"LA NONNA"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La Nonna.<br><br>Quel giorno arrivai in ritardo: avevo lavorato la sera prima e con la scusa mi ero dilungato in chiacchiere in qualche bar sulla strada.<br>&#8220;Voi andate, io vi raggiungo.&#8221;, <em>la pi\u00f9 classica delle formule per rubare un altro po&#8217; di libert\u00e0,<\/em> avevo detto ai miei genitori che, premurosi, mi avevano chiesto se volessi viaggiare con loro quel giorno.<br>Inevitabilmente fui in ritardo, e al mio arrivo erano gi\u00e0 tutti seduti a tavola con il piatto di antipasti gi\u00e0 iniziato, appena iniziato, gi\u00e0 finito. <br>Poco fu lo scalpore, cos\u00ec poco da suscitarne invece parecchio in me che, al contrario, mi aspettavo quanto meno un paterno rimprovero: sono un adulto di quasi trent&#8217;anni, io me ne dimentico, ma gli altri no per fortuna. <br>Cos\u00ec saluto senza troppo apparire, mi siedo nell&#8217;ultimo posto rimasto, e inizio anch&#8217;io a comporre il mio ruolo nella scena. Trangugio gli antipasti nonostante non ne apprezzassi la troppa carne e mentre mi allineo con il resto del tavolo nell&#8217;attesa del primo, tiro fuori la macchina fotografica appena comprata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stacco. <em>Non ne capisco niente di fotografia. N\u00e9 tantomeno di macchine fotografiche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la comunione di mia cugina, ma la mia mente mi dice che la protagonista sar\u00e0 la nonna. Provo a ricordarmi le dritte datemi da Marylin sugli ISO, l&#8217;esposizione, l&#8217;otturatore, bla bla bla&#8230; tentativo vano, o quanto meno troppo faticoso per poter essere realmente corso. <br>Cerco la nonna, cerco la luce. <br>Prima la nonna e poi la luce. <br>Tutto il resto \u00e8 un frastuono di movimenti e chiacchiere, e mi piace cos\u00ec.<br>Mi piace che ci sia poco di <em>a fuoco<\/em> nelle cose: perch\u00e9 \u00e8 bello avere un <em>focus,<\/em> ma \u00e8 anche bello perdersi talvolta. <br>L&#8217;esercito di vetri sul tavolo \u00e8 schierato e restituisce quella luce altrimenti alla merc\u00e9 del solo finestrone sullo sfondo. <br>La gente \u00e8 distratta, ordina da mangiare, si alza, ascolta&#8230; la gente fa la gente, e nel mescolarsi di azioni, rumori e personaggi, mi piace immaginare che la nonna, allo stesso modo, faccia La Nonna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Click, scatto.<br>La Nonna \u00e8 al centro.<br>Il resto \u00e8 in continuo movimento. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-4baa75d2bdbcd4fa16d65946d52cdab5\" style=\"color:#12b315\">Il modo attraverso il quale&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Va tutto bene. Va tutto tremendamente bene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due scene alle Olimpiadi mi hanno inculcato questo mantra nella testa: l&#8217;espressione di una saltatrice dell&#8217;est Europa che smetteva di sorridere solo per dare spazio alla smorfia dello sforzo, e il modo attraverso il quale un&#8217;atleta americana parlava a s\u00e9 stessa prima della rincorsa.<br>Sorrisi e parole.<br>Questi gli sketch che mi hanno cambiato la prospettiva negli ultimi giorni. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 in fondo sorridere costa poco e parlarsi ancora meno, cos\u00ec ci ho provato e mi sono ricordato delle due atlete, specie quando magari ero sfinito dopo una serie di turni consecutivi a lavoro. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Va tutto bene. Va tutto tremendamente bene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E a furia di ripetermelo e di sorridere, a furia di dirmi <em>&#8220;bravo Jacopo&#8221;<\/em>, dopo aver portato a termine tutti i piccoli obiettivi di giornata, le cose davvero sembravano andare bene. Niente di speciale, nessun Gratta&amp;Vinci vinto, solo piccole normalissime cose che anzich\u00e9 soltanto fatte venivano anche riconosciute. <br>Sei andato in bici a lavoro Jacopo? Daje e sorriso<br>Non hai bevuto alcool Jacopo? Daje e sorriso<br>Hai lavorato al tuo documentario? Eddaje e sorriso<br>Piccole normalissime cazzate svolte con <em>l&#8217;attitude <\/em>di un atleta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto <em>rose e fiori<\/em> fino a quando, come nel miglior romanzo di formazione che si rispetti, entra in scena l&#8217;antagonista della storia. Improvvisamente, uno dopo l&#8217;altro, una serie traboccante di crolli: il parabrezza della macchina distrutto dalla grandine, il perno dei pedali della bici rotto sulla strada verso il locale, la metropolitana chiusa, la vacanza estiva messa in discussione da un lavoro last minute della mia <em>mate <\/em>di viaggio, l&#8217;esclusione della mance al ristorante, l&#8217;Erasmus che non entra, la tenda in possesso di Maurino che per\u00f2 si frantuma una gamba e non me la pu\u00f2 pi\u00f9 riportare&#8230; goccia dopo goccia anche il sorriso pi\u00f9 raggiante stava per essere inondato dalle lacrime nevrotiche della resa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Piano Jacopo.&#8221;<\/em>, il modo attraverso il quale parli a te stesso&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mattino seguente mi sveglio alle 6:30. Mi sento sconfitto e l&#8217;ansia \u00e8 gi\u00e0 ospite del mio corpo. Decido di mettermi in moto e cammino (i piedi, ormai unico mezzo a disposizione rimasto) con diverse ore d&#8217;anticipo verso il ristorante dove alle 10:30 avrei dovuto iniziare il turno. Della mezz&#8217;oretta di passeggiata non ricordo niente: solo pensieri pensieri e pensieri. <em>Sono sopraffatto. <\/em>Incastro una colazione con Renato e gli elenco le mie disgrazie mentre lui fa lo stesso con le sue. Manca empatia: ci sta, siamo stanchi. Ci salutiamo e preso da un barlume di lucidit\u00e0 decido di tornare ad essere un&#8217;atleta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Delle tante storie che sento raccontare sullo sport c&#8217;\u00e8 sempre una costante a reggere il peso immenso della prestazione: la disciplina. <em>Jacopo \u00e8 il momento della disciplina questo.<\/em> Con ordine divido i problemi risolvibili da quelli per i quali non posso farci nulla, e con metodo li posiziono in sequenza. Pur senza smoking, suono al campanello della mia testolina: <em>&#8220;Tu sei Jimmy giusto?&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/averynormalguy.com\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Sono-il-signor-Wolf-risolvo-problemi.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per prima cosa chiamo Rossella, la mia <em>mate <\/em>di viaggio: come due cani ci ringhiamo l&#8217;uno contro l&#8217;altro e il frastuono e troppo forte per poterci permettere di ascoltare. Ci va tempo ma le acque si calmano e, tornati umani, riscopriamo il potere dell&#8217;empatia.<br><em>&#8220;E uno.&#8221;<\/em>, il modo attraverso il quale parli a te stesso&#8230;<br>Ho mezz&#8217;ora prima di attaccare a lavoro, cos\u00ec mi prendo tutto il tempo per sporcarmi le mani di grasso e provare a sistemare il perno della bicicletta. Non ho competenze, non ho tecnica, ma ho tanta calma. I pedali girano. La catena segue.<br><em>&#8220;E due.&#8221;, <\/em>il modo attraverso il quale parli a te stesso&#8230;<br>A lavoro sono cotto e il nervosismo occupa uno spazio vistoso della cucina. A fine turno c&#8217;\u00e8 fissata una riunione: tante belle parole, <em>team<strong> <\/strong>building, <\/em>squadra&#8230; le faccio mie e vado dal responsabile a chiarire il mio dispiacere per essere stato escluso dalle mance. Non intasco nulla, ma ho un peso in meno e un collega in pi\u00f9: non tutto si pu\u00f2 risolvere, ma questo dispiacere non mi appartiene.<br><em>&#8220;E tre.&#8221;, <\/em>il modo attraverso il quale parli a te stesso&#8230;<br>Poi incastro una sequela di impegni: rullino, fotografie, e macchina che intanto il babbo, a sorpresa, aveva sistemato. Tutto torna quando sorridi. Cos\u00ec diventano <em>quattro, cinque, sei&#8230;<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendo due birre. <br>Domani penso a Maurino, alla valigia e all&#8217;Erasmus.<br>&#8220;Me ajusto la vida&#8221;, come dice Flo. <br>S\u00ec, me ajusto la vida. <br><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Nonna. 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