{"id":855,"date":"2024-11-07T20:49:38","date_gmt":"2024-11-07T19:49:38","guid":{"rendered":"https:\/\/averynormalguy.com\/?p=855"},"modified":"2024-11-08T10:43:19","modified_gmt":"2024-11-08T09:43:19","slug":"il-ponte-dei-morti-dei-santi-e-dei-peccatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/averynormalguy.com\/fr\/2024\/11\/07\/il-ponte-dei-morti-dei-santi-e-dei-peccatori\/","title":{"rendered":"IL PONTE DEI MORTI, DEI SANTI E DEI PECCATORI"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Che vini bevi?&#8221;<br>&#8220;I vini buoni&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Non esitai un istante, e mi chinai per prendere il quadernetto dove sono solito scrivere. Con sorpresa, e parziale giudizio verso il me che ritengo essere <em>scrittore<\/em>, realizzai che il rovistare delle dita nello zaino non coincideva con la forma di una penna. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tu ne hai una?&#8221;, chiedo allora a Marylin che intano sorseggiava ignara il suo London Mule. <br>&#8220;Fammi vedere&#8221;, e copiando e incollando i miei stessi gesti aveva tirato fuori dalla borsa un beauty: &#8220;allora rossetto, mascara&#8230; vedi un po&#8217; questo? \u00c8 una sorta di pennellino, lo uso per le labbra.&#8221;<br>&#8220;\u00c8 perfetto!&#8221;, e subito iniziai il goffo tentativo di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che vini bevi, <\/em>tutto sbrodolato.<br><em>Quelli buoni, <\/em>tutto cos\u00ec semplice.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-4a8f69e7545761f94fc961bbbf74364e\" style=\"color:#12b315\">Ancora sesso<\/h2>\n\n\n\n<p>Appena posso, colgo la palla al balzo e mi trasferisco 5 giorni da mia sorella mentre lei e il suo moroso sono via, in vacanza. <br>All&#8217;improvviso l&#8217;immagine di quel <em>ragazzo spirituale che usa l&#8217;emoji della foglia<\/em>???? si smaterializza, lasciando posto al lato oscuro di quello stesso ragazzo, questa volta un po&#8217; pi\u00f9 punk, questa volta un po&#8217; pi\u00f9 solo. <\/p>\n\n\n\n<p>Manco il tempo di iniziare che gi\u00e0 sono in giro: passo a prendere Maurino per poi portarlo a pranzo da Pigna. Io sto bene, lui sta bene, e questo ci basta per schivare l&#8217;abisso del &#8220;come stai?&#8221;. Sul tavolo degli avanzi di pizza della sera prima e il tempo, cos\u00ec fresco da intitolarsi <em>piacevole<\/em>, ci invitava a domandarci reciprocamente: &#8220;caffettino?&#8221;. Daje.<br>Scendiamo senza aver deciso di quale bar voler essere critici.<br>&#8220;Prendiamo la macchina e lasciamoci ispirare.&#8221;, azzardo.<br>Maurino annuisce e io eseguo.<br>&#8220;Namo da Sbarco?&#8221;<br>&#8220;Non \u00e8 di strada Maur\u00ec.&#8221;<br>&#8220;Ah perch\u00e9 stamo ann\u00e0 da Pigna?&#8221;<br>&#8220;Eh s\u00ec. Anche se pure Sbarco&#8230;&#8221;<br>&#8220;No no, andiamo da un&#8217;altra parte. Lasciamoci ispirare (cit.)&#8221;<br>Passa la bellezza di qualche secondo che dal sedile passeggero rimbomba una proposta: &#8220;Trambusto?&#8221;<br>&#8220;Che \u00e8?&#8221;, rilancio senza troppe aspettative.<br>&#8220;Un baretto qua da queste parti. Bello buttato eh.&#8221;<br>&#8220;Vai, dimmi dove.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Un rettilineo, due angoli e un altro rettilineo ci separano dal peggio\/meglio bar di quartiere. Una schiera di personaggi sembrava essersi data appuntamento a quel dehors per fare le prove generali su <em>Lo spettacolo della razza umana.<\/em> Il susseguirsi di tutte quelle scene iconiche aumentava in maniera proporzionale la semplicit\u00e0 della meraviglia e il rimpianto di non avere il solito quadernetto con me, e mentre Maurino si intratteneva con Maurizio, io perdevo di vista il senso di quella nostra comparsata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non vedo l&#8217;ora di sedermi in balcone da Pigna, con questo bel sole, una zanchetta&#8230; aaaah&#8221;, alimento l&#8217;attesa mentre stavamo ormai salendo in macchina. <br>Quattro ore pi\u00f9 tardi, lo sbattere alle nostre spalle della porta dell&#8217;ascensore aveva chiuso anche quel capitolo della storia: viviamo catapultati da una realt\u00e0 a un&#8217;altra senza che nessun paragrafo ci introduca al passo successivo del racconto. Cos\u00ec, dopo Pigna, ero gi\u00e0 in viaggio verso casa di Maurino, e poi un&#8217;ora di traffico per andare a casa di mia sorella e un po&#8217; di crisi che pensavo potesse passare con una sig.ra bottiglia di metodo classico. Niente di pi\u00f9 sbagliato: la bottiglia era pessima ed io, da solo, in quella casa non mia, rallentavo la metamorfosi rimanendo saldo alla mia vecchia pelle. <\/p>\n\n\n\n<p>Il sesso continua ad agitarmi. <br>Il ventre a lanciare segnali.<br>Ed io che invece desidero un po&#8217; di continuit\u00e0, mi ritrovo catapultato nei picchi verticali della mia irrequietezza.<br>Mi sparo una sega: &#8220;passer\u00e0&#8221;, mi dico e subito dopo accendo un documentario sforzandomi di non dormire. <br>La sera era la sera di Halloween, ma il mio umore mi impediva di volerlo sapere e nel farmi vittima sul divano, cercavo le forze per uscire e tornare al Trambusto con Maurino. Arrivo prima e subito rimpiango di averlo fatto: il dehors \u00e8 il dj set del Titanic prima di affondare, l&#8217;interno una sala d&#8217;attesa dall&#8217;urologo mentre lo schermo proiettava Roma-Torino. <br>Resisto un tempo, poi trascino via Maurino: &#8220;andiamo in Sansa&#8221;, borbotto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Oh ma che c&#8217;hai?&#8221;, appena dopo aver sorseggiato il suo Negroni.<br>&#8220;C&#8217;ho i pensieri Maur\u00ec. C&#8217;ho i pensieri.&#8221;<br>&#8220;Emb\u00e8? Forza!&#8221;, ammirandone la schiettezza anche di fronte ad un pulcino indifeso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho esitato, e gli ho raccontato di quanto mi sentissi distante da me. Di quanto volessi l&#8217;amore cercando il sesso. Di quanto Valencia, la casa di mia sorella, l&#8217;app di incontri, le sigarette, il costante essere impegnato a fare\/uscire\/<em>brigare&#8230;<\/em> fosse tutto il risultato del sesso. <\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte siamo stati svegli fino alle 5. <br>Abbiamo bevuto molto.<br>Ma sono riuscito anche a ridere. <\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, per\u00f2, me ne ero gi\u00e0 dimenticato: nessuna risata, sostituita a buon rendere da un famelico appetito. <br>Nella mia mente sembrava tutto perfetto: doccia, occhiale da sole e via a fare colazione da Beatrice&#8230; salvo poi incontrarmi col me giudicante e col Maurino dal palato salato. <br>Cambio di rotta: Zichella.<em> &#8220;ma non mi vanno i tramezzini&#8221;<\/em><br>Ok allora Ciro Petrucci, Il fornaio. &#8220;<em>chiuso cazzo&#8221;<\/em><br>El pan d&#8217;na volta?, <em>&#8220;ma le hai viste le pizze?&#8221;<\/em><br>&#8230;<br>Ho fatto colazione\/pranzo\/indigestione con dei falafel dall&#8217;egiziano, ho salutato Maurino, e sono corso a casa, senza troppo pensare a quel solito <em>non scegliere: <\/em>un impellente bisogno fisiologico mi stava distraendo da quell&#8217;inutile rimuginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pomeriggio ho lavorato a un documentario, con la testa sul cuscino e il cellulare puntato verso Marylin: da l\u00ec a poche ore sarebbe passata a prendermi per andare a Milano a vedere i <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@CigarettesAfterSex\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.youtube.com\/@CigarettesAfterSex\">Cigarettes After Sex.<\/a><br>&#8220;Dolce&#8221;, il soprannome n\u00b01 della lista dei soprannomi graziosi, &#8220;fai che sar\u00f2 da te per le 18:30, ok?&#8221;<br>Ignoro che quell&#8217;orario significasse <em>ritardo <\/em>e rispondo: &#8220;ok&#8221;, per poi tornarmene a giocare ad essere produttivo.<br>Le 18:30 diventano quasi le 19 e Marylin si manifesta sotto casa con i sedili posteriori colmi di borse, formaggi francesi e una tastiera, e il resto dell&#8217;abitacolo cosparso di adorabili piantine.<br><em>Non fare domande Jacopo. Se devi essere <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?sca_esv=96c3716246809d6e&amp;sxsrf=ADLYWIIlklTK1NWbQdunvrCWaSRq4lj86A:1731004754500&amp;q=mathilda+leon&amp;spell=1&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwiX9Pub78qJAxWdlP0HHVd_GAwQBSgAegQINBAB&amp;biw=1366&amp;bih=607&amp;dpr=1\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.google.com\/search?sca_esv=96c3716246809d6e&amp;sxsrf=ADLYWIIlklTK1NWbQdunvrCWaSRq4lj86A:1731004754500&amp;q=mathilda+leon&amp;spell=1&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwiX9Pub78qJAxWdlP0HHVd_GAwQBSgAegQINBAB&amp;biw=1366&amp;bih=607&amp;dpr=1\">Mathilda<\/a> di Leon impegnati e basta.<\/em><br>&#8220;Allora Dolce, questo \u00e8 il piano: il concerto inizia alle 21 giusto? Bene. Adesso andiamo a prendere le chiavi dell&#8217;appartamento di Gloria&#8221;<br>&#8220;Gloria? E chi \u00e9?&#8221;, la interrompo.<br>&#8220;Un&#8217;amica di infanzia. Comunque andiamo a prendere le chiavi, poi andiamo a casa sua, svuotiamo la macchina e poi dritti ad Assago.&#8221;<br>Ignoro nuovamente che quel piano significasse <em>ritardo <\/em>e rispondo: &#8220;ok&#8221;.<br>Poi rinsavisco: &#8220;No, asp\u00e8&#8230; non ce la faremo mai! Sono le 19, il concerto \u00e8 alle 21, e ci mettiamo quasi due ore solo ad arrivare ad Assago.&#8221;<br>&#8220;Cazzo \u00e8 vero.&#8221;<br>&#8220;Intanto parti, poi ci pensiamo.&#8221;<br>E cos\u00ec \u00e8 stato: Marylin \u00e8 partita e poi ci abbiamo pensato.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati dritti ad Assago, abbiamo lasciato la macchina in un parcheggio &#8220;sorvegliato&#8221;, e mentre lei si truccava e io mi fumavo una zanchetta, il concerto stava comunque iniziando: <em>un ritardo calcolato,<\/em> pensavo. <br>La corsa all&#8217;ingresso 6, il finto check-in, le scale mobili e l&#8217;apparizione di un palazzetto completamente buio con i flash dei cellulari accesi e la musica che gi\u00e0 navigava su un mare calmo e dondolante: &#8220;Ma quant&#8217;\u00e8 figo arrivare a concerto iniziato?&#8221;, le sussurro nelle orecchie convinto che non potesse sentirmi. Il suo silenzio per\u00f2 mi sment\u00ec, suggerendomi invece la medesima sensazione di meraviglia. <\/p>\n\n\n\n<p>Il concerto sono poi state due ore troppo brevi di viaggi e suggestive scenografie. Un sogno e il ricordo di Carmela scalfito negli occhi ancora incapaci di piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto \u00e8 la storia di un pessimo paninaro figlio di un inventato esperimento sociale, e di un ultimo bicchiere prima di mettere finalmente piede in questa fantomatica casa dell&#8217;amica d&#8217;infanzia: &#8220;Ciao! Gloria dovrebbe aver lasciato delle chiavi di casa.&#8221;<br>&#8220;Siete i ragazzi di Torino?&#8221;, la barista del locale sotto casa di Gloria.<br>&#8220;Siamo noi.&#8221;, increduli che le cose stessero davvero andando per il verso giusto.<br>&#8220;Eccole. Volete qualcosa da bere ragazzi?&#8221;<br>&#8220;Io un birrino, tu?&#8221;<br>&#8220;Vado in bagno e arrivo. Per me un London Mule.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo addio Milano, non fai per me<br>Ciao Marylin, che bello parlare con te.<br><br>E poi di nuovo sesso. <br>Tanto. E bello.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Che vini bevi?&#8221;&#8220;I vini buoni&#8221; Non esitai un istante, e mi chinai per prendere il quadernetto dove sono solito scrivere. 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